La Fiorentina ha celebrato i suoi cento anni a Trento, durante il Festival dello Sport. All’evento “100 anni di Viola” hanno partecipato l’attaccante Mateo Pellegrino e il direttore generale Alessandro Ferrari, che hanno tracciato un ponte tra storia, presente e futuro del club toscano.
Il centravanti argentino ha espresso il suo profondo legame con la città e la società. “Ho scelto Firenze perché lì mi volevano davvero, ho trovato l’affetto che cercavo e ho sentito che era il mio posto nel mondo”, ha dichiarato, sottolineando come la storia dei connazionali in viola, primo tra tutti Batistuta, abbia contato nella sua decisione. L’incontro con il leggendario bomber è stato un momento chiave. “Bati non mi ha parlato di gol, ma mi ha detto che devo lasciare la vita in campo. È quello che vogliono i tifosi e lo farò fino all’ultimo giorno”, ha promesso Pellegrino.
L’attaccante ha poi fissato i suoi traguardi personali. Pur desiderando di raggiungere la doppia cifra, ha specificato di non voler porsi limiti, concentrandosi sul lavoro quotidiano per migliorare. Ha menzionato la struttura del Viola Park come “il luogo perfetto per migliorare” e ha parlato della pressione, che si impone da solo per fare qualcosa di grande. L’obiettivo è chiaro: “Voglio lasciare un segno preciso in questo club”.
Nel suo percorso di crescita, ha indicato Lautaro Martinez come il modello da seguire in Serie A, sognando un giorno la nazionale argentina. Nel frattempo, il legame con i compagni si rafforza, come dimostra la scommessa di una grigliata con Mastantuono in cambio di almeno cinque assist.
Il direttore generale Alessandro Ferrari ha invece fatto il punto sulla società, ribadendo l’impegno della famiglia Commisso nel portare avanti il sogno di Rocco. “Ci è mancato tantissimo, ma la moglie e il figlio vogliono continuare”, ha affermato. Il dg ha sottolineato l’importanza del Viola Park e degli investimenti fatti per costruire una squadra con basi solide, composta da un mix di giovani e giocatori internazionali.
Ferrari ha chiesto pazienza per amalgamare i tredici nuovi acquisti e ha parlato della caccia a un trofeo. “Ci manca tanto, ci pensiamo, ma non deve diventare un’ossessione e trasformarsi in un incubo”. Infine, ha toccato il tema dello stadio, auspicando una rapida conclusione dei lavori per permettere alla squadra di giocare in un impianto adeguato e non in un cantiere.





