Luciano Spalletti si è concesso in un’intervista esclusiva per delineare la sua visione per la Juventus. L’allenatore ha spiegato le differenze con le sue esperienze passate, definendo il club bianconero una mentalità unica e una vera e propria storia del calcio. “Qui si allena una mentalità”, ha affermato.
Secondo il tecnico, far parte di questo club significa vivere un’intensità unica, dove la competizione principale è con il proprio livello di eccellenza. “Siamo in competizione col nostro livello e non con gli altri”, ha specificato, sottolineando come l’interesse globale derivi da questo status.
L’allenatore ha rivelato di aver accettato l’incarico per la fiducia riposta nella squadra, in sé stesso e nella gloriosa storia della società. La sua esperienza gli consentirà di gestire le pressioni senza che queste intacchino la passione per il suo lavoro. “Ci ho messo un attimo a volermi confrontare con questo mondo”, ha confessato.
Spalletti ha poi commentato l’incontro con John Elkann, descrivendolo come una persona dotata di grande semplicità. Ha riconosciuto che è in atto un cambiamento ai vertici, ma ha ribadito l’importanza della continuità della proprietà, una garanzia per il futuro. “Ora abbiamo bisogno di maturazione e di tempo”, ha aggiunto.
Riguardo all’aumento di capitale da 250 milioni, l’allenatore ha ammesso di sentire una responsabilità ancora maggiore. “È una pressione in più, ma mi fa piacere far parte di tutto questo”. Ha interpretato l’intervento della proprietà come un segno di stabilità e attaccamento al club.
Tra le sue fonti di ispirazione, ha citato Gianluca Vialli come figura emblematica. “Portava potenza, sorriso e rispetto sul campo. Ti buttava giù come un gladiatore e ti rialzava come un fratello”, ha ricordato con ammirazione.
Il tecnico ha anche parlato del suo rapporto con le critiche, affermando di essere il primo a criticare sé stesso per non concedersi alibi. Ha sottolineato l’importanza di accettare di non poter piacere a tutti per sentirsi liberi e poter essere sé stessi.
Infine, ha offerto un’analisi su due giocatori. Riguardo a Dusan Vlahovic, ha spiegato che “deve ancora raggiungere la tranquillità” e trovare un equilibrio emotivo, perché tende a “incasinarsi da solo”.
Su Kenan Yildiz, invece, ha usato parole di grande elogio, paragonandolo a Kvaratskhelia per l’imprevedibilità. “È uno che rompe il sistema. Ha la follia nell’inventiva. È già un leader, gli riconoscono lo scettro”, ha concluso.






