Lazio, Gattuso elogia Nuno Tavares: “Come Nuno Mendes”

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Gennaro Gattuso, dal palco del Festival dello Sport di Trento, ha offerto una panoramica del suo nuovo capitolo come tecnico della Lazio. L’allenatore ha esordito parlando del suo rapporto con il presidente Claudio Lotito, sfatando la leggenda di continui litigi. “Da quando faccio questo mestiere difficilmente litigo, mi piace il dialogo”, ha affermato, sottolineando l’importanza della coerenza. “Mi piace parlare con gente vera. Con Lotito c’è questo rapporto, anche se è un genio con un’intelligenza incredibile e difficile da gestire con i suoi 4-5 telefoni”. Ha poi apprezzato il suo modo diretto di comunicare con la squadra, preferendo un confronto faccia a faccia.

Un momento di riflessione è stato dedicato alla sua precedente esperienza sulla panchina della Nazionale, un’avventura che gli ha lasciato una profonda cicatrice. “È stata una mazzata incredibile, una ferita che rimarrà per il resto della vita”, ha confessato. L’ex CT ha menzionato l’episodio con Bastoni dopo la mancata qualificazione, spiegando di averlo ringraziato perché “fa parte del gioco”. Ha raccontato la difficoltà iniziale nel seguire il Mondiale e il fastidio di essere giudicato solo per il risultato finale, senza considerare il percorso svolto.

Proprio la voglia di ripartire lo ha spinto ad accettare la panchina biancoceleste, dopo aver rifiutato l’offerta in passato. “Avevo detto no a Lotito due o tre volte, ma stavolta ho detto sì perché era una squadra in difficoltà e pensavo che i giocatori potessero darmi qualcosa”, ha spiegato. Il tecnico si è detto orgoglioso del gruppo e della dedizione mostrata fin dal ritiro estivo a Formello, svoltosi in condizioni climatiche difficili. “Vedere i ragazzi allenarsi in quel modo, senza mollare, mi ha fatto percepire che ci fosse qualcosa di speciale”.

Gattuso ha poi speso parole importanti per due singoli. Su Davide Frattesi, che ha allenato in Nazionale, ha rivelato: “Gli ho sempre detto che doveva prendersi delle responsabilità e non accontentarsi. Sono contento che lo abbia fatto”. L’elogio più forte è stato però per Nuno Tavares, un giocatore dal potenziale straordinario. “Al suo livello c’è solo Nuno Mendes. Ha tutto, ma non ha dato continuità alla sua carriera”. L’allenatore ha ammesso che all’inizio il rapporto ha avuto momenti di tensione, confessando la sua difficoltà a tollerare chi spreca il proprio talento: “Fatico a sopportare chi ha talento e lo butta, perché io ho fatto un percorso diverso”.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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