Argentina, caos organizzativo per l’addio di Messi

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Cronache Mercato
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L’ultima partita di Lionel Messi con la maglia della nazionale argentina è stata circondata da un clima di forti polemiche, mettendo in ombra quello che doveva essere un momento di celebrazione. Le controversie hanno messo sotto accusa la gestione organizzativa della Federcalcio Argentina (AFA).

I problemi sono emersi già in occasione della penultima amichevole. La nazionale maggiore del Burkina Faso si è rifiutata di partire alla volta di Buenos Aires, protestando per le condizioni di viaggio imposte: un volo di linea in classe economy ritenuto inadeguato. Per non annullare l’evento, la federazione burkinabé ha dovuto convincere in extremis la propria selezione Under 23 a prendere il posto della squadra maggiore, costringendola a cancellare un’altra partita già programmata.

Le critiche si sono intensificate con l’arrivo dell’avversario successivo, il Benin, designato per l’ultimo incontro del fuoriclasse argentino. Anche la federazione beninese ha denunciato una serie di gravi disagi, confermando un modello organizzativo problematico. I giocatori hanno affrontato un lungo viaggio aereo in condizioni precarie, che hanno causato malori tra i passeggeri, incluso un membro dello staff tecnico.

Una volta giunti a destinazione, i disagi sono proseguiti. La delegazione del Benin ha lamentato la fatiscenza della struttura alberghiera scelta per ospitarli. L’hotel era privo di servizi essenziali per una squadra di professionisti, come una sala pesi o spazi per l’attivazione muscolare. Inoltre, in un intero piano dell’edificio mancava l’acqua calda e anche l’unico servizio extra disponibile, la sauna, risultava fuori uso.

Dietro questi disservizi sembra esserci una precisa strategia economica. Secondo quanto riportato da autorevoli fonti internazionali, l’AFA sceglierebbe volutamente federazioni calcistiche con minori capacità economiche per ridurre al minimo il cachet da corrispondere per la loro partecipazione. Questo approccio permetterebbe di massimizzare i profitti derivanti dai diritti televisivi e dalla vendita dei biglietti, vista l’enorme attesa per l’evento.

La gestione di queste amichevoli ha sollevato un interrogativo che va oltre le questioni logistiche. La federazione del Benin, facendosi portavoce di un malcontento più ampio, ha chiesto pubblicamente chiarezza su come vengano gestiti gli ingenti ricavi generati dall’ultima, storica partita di una leggenda del calcio mondiale. La domanda implicita è chiara: dove finiscono realmente i soldi?

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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