NAPOLI – Il canestro ha cambiato provenienza, la vittoria ha conservato lo stesso indirizzo. Napoli ha aperto la stagione attraversando tre partite differenti per ritmo, difficoltà e distribuzione delle responsabilità. Il 94-75 di Roma, l’84-76 sul Bourg-en-Bresse e il 99-93 contro Reggio Emilia compongono una partenza senza sconfitte tra campionato ed EuroCup. Dentro quei risultati, però, c’è qualcosa di più interessante della somma dei punti: una squadra che sta imparando a utilizzare il proprio talento in modi diversi. Tre incontri in sei giorni hanno già costretto Jasmin Repeša a misurare la qualità delle alternative, la resistenza delle rotazioni e la capacità di correggere una gara in corsa. Le risposte sono arrivate. La continuità resta il traguardo da raggiungere.
Napoli basket, il tiro cambia e arrivano altre soluzioni
Il primo confronto utile riguarda le conclusioni dalla distanza. A Roma gli azzurri hanno segnato 14 triple su 30 tentativi, il 46,7%. Contro Bourg sono scesi a 11 su 26, il 42,3%; con Reggio hanno chiuso a 10 su 27, il 37%. Tre percentuali differenti, tre vittorie. Napoli ha saputo compensare il rendimento meno brillante dall’arco nell’ultima uscita con una maggiore efficacia dentro la linea dei tre punti e dalla lunetta. Sabato ha realizzato 19 dei 31 tiri da due e 31 dei 36 liberi. Il dato acquista significato attraverso i protagonisti. Guglielmo Caruso ha trasformato tutte e sei le conclusioni da due, arrivando a 15 punti. Jeff Dowtin ha segnato sei volte su otto dalla stessa distanza. Il capitano ha offerto precisione vicino al ferro; il regista ha mantenuto incisività pur senza trovare il bersaglio nei quattro tentativi da tre. È una disponibilità di soluzioni che protegge l’attacco dalle serate meno fortunate al tiro. Per renderla un’abitudine serviranno letture tempestive, spaziature e una circolazione del pallone capace di coinvolgere con regolarità chi può colpire.
Dowtin, il valore di un possesso ben amministrato
Dowtin ha totalizzato 55 punti: 19 a Roma, altrettanti nel debutto europeo, 17 contro Reggio. La sua impronta più netta nell’ultima partita, tuttavia, è nei 10 assist accompagnati da zero palle perse. Sono cifre che descrivono una regia produttiva e ordinata. In una gara conclusa con 99 punti, il suo contributo ha moltiplicato le opportunità dei compagni, affiancando la minaccia individuale alla costruzione del gioco. Il confronto con Bourg rende evidente quanto possa cambiare il suo compito. Contro i francesi aveva chiuso con tre triple su cinque e due assist; sabato, senza canestri dall’arco, ha raggiunto la doppia cifra nei passaggi vincenti. La prestazione ha trovato un’altra forma. Repeša ha spiegato il vantaggio di poter schierare più giocatori capaci di amministrare il pallone.
Brown e Jakimovski, due modi di incidere nel Napoli basket
La pressione di Markel Brown e il controllo dei rimbalzi di Andrej Jakimovski hanno dato consistenza alla vittoria su Reggio. Brown ha raccolto 15 punti, quattro recuperi e otto falli subiti. Il suo impatto emerge su entrambi i lati del campo: ostacolare la costruzione avversaria, recuperare possessi e costringere la difesa a spendere falli. Repeša ne ha sottolineato il lavoro: “Markel Brown ha fatto un grandissimo lavoro in difesa, mettendo pressione sulla palla”. Jakimovski ha affiancato ai 17 punti dieci rimbalzi, tutti difensivi. La doppia doppia racconta una presenza che va oltre la conclusione dell’azione. Chiudere un possesso avversario significa impedire una seconda opportunità e restituire il pallone all’attacco. Il macedone aveva già segnato 16 punti a Roma e 13 contro Bourg. Con Reggio ha aggiunto alla continuità realizzativa il suo contributo più corposo a rimbalzo nelle tre gare.
La lunetta premia Napoli, le palle perse interrogano
Il confronto tra EuroCup e ultima gara di campionato offre due indicazioni concrete. Contro Bourg Napoli aveva perso 23 palloni e sbagliato otto liberi; contro Reggio le palle perse sono state 14 e gli errori dalla lunetta cinque. Il 31 su 36 di sabato, pari all’86,1%, ha avuto un peso rilevante in una partita rimasta incerta fino alle battute conclusive. Nel debutto europeo gli azzurri si erano fermati al 65,2%, con 15 centri su 23 tentativi. Anche la riduzione delle palle perse merita attenzione, senza trasformare una singola prestazione in una certezza acquisita. Le tre gare hanno prodotto 24, 18 e 18 assist; nello stesso ordine, le palle perse sono state 18, 23 e 14. L’obiettivo è conservare la capacità di creare occasioni limitando i possessi restituiti agli avversari.
La panchina e la lezione di Repeša
Contro Reggio, senza White, Ramsey e Totè, Leonardo Faggian ha segnato otto punti in 17 minuti, con due triple su quattro e due liberi su due. Una risposta preziosa in una serata nella quale assenze e falli hanno ristretto le possibilità di scelta. La profondità dell’organico si misura anche così: nella capacità di chi entra di mantenere qualità ed energia mentre la partita cambia direzione. Repeša, parlando dei progressi di Caruso e Totè, ha indicato il principio che deve guidare questo lavoro: «Ci vuole tanta voglia di cambiare, prima di tutto per giocare e sacrificarsi per il successo comune». Il contributo richiesto comprende corsa, difesa, tagliafuori e rimbalzo offensivo. Sono gesti che rendono utile una presenza anche quando i minuti o le conclusioni a disposizione sono pochi.
Napoli, tre vittorie e ancora margini di crescita
Napoli ha già mostrato di poter recuperare e resistere. Il passo successivo riguarda l’approccio: contro Reggio il primo quarto da 34 punti concessi ha obbligato gli azzurri a una rincorsa dispendiosa. Per una squadra impegnata su due fronti, trovare prima l’intensità significa anche amministrare meglio le proprie energie. Le tre vittorie danno credito al progetto; la lucidità con cui Repeša ne esamina le imperfezioni indica quanto lavoro rimanga da fare.












