Napoli, il talento diventa tenuta: tre vittorie e una crescita da completare

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Dowtin Jr - Napoli
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NAPOLI – La prima conquista di Napoli è saper cambiare pelle. In tre partite in sei giorni, la squadra di Jasmin Repeša ha trovato risorse differenti per piegare Roma, Bourg-en-Bresse e Reggio Emilia. Prima l’allungo in trasferta, poi la resistenza al rientro dei francesi, infine la rimonta contro gli emiliani: tre successi che raccontano un organico capace di vincere anche quando il copione si complica.

Napoli basket, tre vittorie con tre copioni diversi

Il filo conduttore è Jeff Dowtin: 55 punti complessivi, ma soprattutto una regia che nell’ultima uscita ha assunto un peso specifico superiore alla realizzazione. Contro Reggio ha distribuito 10 assist senza perdere palloni, accompagnandoli con 17 punti e il 75% da due. Le quattro triple sbagliate non gli hanno impedito di orientare l’attacco: penetrare, attirare aiuti e servire i compagni è diventata un’altra strada verso il canestro.

Dowtin guida la crescita di Napoli

La distribuzione delle responsabilità emerge anche vicino al ferro. Guglielmo Caruso ha chiuso sabato con 15 punti e sei conclusioni da due tutte a bersaglio; Andrej Jakimovski ha aggiunto 17 punti e 10 rimbalzi, tutti difensivi. Il capitano ha capitalizzato gli spazi, l’ala ha garantito possessi e presenza realizzativa. Due contributi diversi, indispensabili in una serata affrontata senza White, Ramsey e Totè.

Napoli punta sulla difesa per cambiare ritmo

Napoli ha segnato 277 punti nelle tre gare, con 92,3 di media. Eppure Repeša continua a cercare nella difesa la premessa di ogni accelerazione. Il richiamo trova riscontro nella prestazione di Markel Brown contro Reggio: 15 punti, quattro recuperi e otto falli subiti. La pressione sul pallone ha affiancato la produzione offensiva, dando forza al recupero dopo un primo quarto chiuso sul 23-34.

Palle perse e tiri liberi: i margini di miglioramento

Il margine di crescita resta evidente. Napoli è passata dalle 18 palle perse di Roma alle 23 contro Bourg, scendendo a 14 con Reggio. Il dato segnala una gestione migliore. Anche i liberi hanno pesato: 31 su 36 sabato, contro il 15 su 23 europeo. Otto errori dalla lunetta erano diventati cinque, nonostante tredici tentativi in più.

La profondità del roster sarà decisiva

Il calendario ha già imposto una prova di profondità. Leonardo Faggian ha risposto con otto punti contro Reggio, mentre la rotazione ha dovuto assorbire assenze e falli. Vincere restituisce fiducia; rendere più stabile l’intensità è il lavoro che attende Repeša. La qualità c’è. Adesso Napoli deve riuscire a richiamarla senza aspettare che sia il punteggio a metterle fretta.

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