
NAPOLI – Sono passati quasi otto mesi dall’incendio che ha distrutto il teatro Sannazaro (foto Lp) e in via Chiaia è cambiato poco. La vita scorre regolare all’esterno della palazzina accanto al cinema Metropolitana. Turisti, ristoranti, shopping, bar. Solo quella porta chiusa del teatro a ricordare che la ferita è ancora aperta. E sanguina. Oggi come allora. Le indagini sulle cause del rogo ancora aperte. La svolta non c’è ancora stata. E questo tiene, di fatto, bloccata la rinascita di questo meraviglioso pezzo di città diventato cenere. I magistrati indagano e ad aspettare la risposta ci sono da un lato i proprietari del teatro, dall’altro i condomini che hanno visto le loro case diventare dal rogo.
Questi ultimi hanno fondato anche un comitato, il ‘Cratere di Chiaia’, che sta provando a tenere viva l’attenzione su una vicenda che inizialmente è stata sotto i riflettori dei media di tutta Italia e poi è rapidamente finita nel dimenticatoio. A più riprese i condomini hanno cercato risposte e a dare loro sostegno c’è il consigliere municipale Marco Stefano Antonelli, che sta seguendo la vicenda da vicino. Positivi anche i contatti con la presidente Giovanna Mazzone. Ma la soluzione ancora non si vede all’orizzonte. E bisognerà attendere le indagini per andare poi a risolvere le questioni assicurative che restano inevitabilmente aperte.
Si attende una svolta dalle indagini, i residenti si sono costituiti in comitato: da febbraio si sono visti solo investigatori e pompieri. In questi mesi nel ‘cratere’ di Chiaia si sono visti a più riprese i vigili del fuoco, impegnati in lavori di messa in sicurezza e di monitoraggio dei livelli di inquinamento dell’area. Situazione sotto controllo, certo. Ma la ferita è lì e sanguina praticamente come il primo giorno. Nonostante una serie di roboanti promesse da parte delle istituzioni locali e nazionali.
L’11 marzo il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha annunciato che lo Stato avrebbe acquistato il teatro; la Regione Campania ha indicato un primo stanziamento di un milione di euro nel bilancio 2026. A luglio il sindaco Gaetano Manfredi parlava di acquisizione attesa a ottobre e stimava quattro o cinque anni prima della ricostruzione: una previsione, non un calendario dei lavori approvato. A ottobre ci siamo arrivati, ma l’acquisizione ancora non c’è. La Regione guidata da Roberto Fico, inoltre, ha stanziato un milione di euro da destinare alla ricostruzione del Sannazaro. I soldi sono stati davvero messi in bilancio. Ma, ad oggi, non se ne vedono gli effetti.
Finiti gli annunci, fatte le promesse, sembra essere terminata anche l’attenzione su una vicenda di una gravità assoluta. Di una ferita al cuore del quartiere e della città intera. In altri casi, basti pensare all’America’s Cup, quando le istituzioni hanno voluto muoversi con impegno in prima linea, hanno dimostrato di poter fare cose impensabili (giuste o sbagliate che siano) in tempi brevissimi. Sul Sannazaro, invece, siamo ancora agli annunci. Chi potrebbe sbloccare la situazione è la magistratura, con una svolta sulle indagini e sull’individuazione di eventuali responsabilità del disastro. Ma poi c’è tutta la parte istituzionale e politica che non può limitarsi agli annunci roboanti. Far rinascere il Sannazaro come una fenice un impegno dichiarato di tutti. E va rispettato.







