Roghi tossici nelle campagne, puzza insopportabile a Valle di Maddaloni: i Carabinieri sequestrano un terreno e denunciano un 65enne

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VALLE DI MADDALONI (CE) – Un miasma acre, pungente, che da giorni rendeva l’aria irrespirabile, insinuandosi nelle case e tra le vie del paese. Non era il consueto odore della campagna, ma qualcosa di più sinistro e persistente. Sono state proprio le ripetute e allarmate segnalazioni dei cittadini, esasperati da quegli odori sgradevoli, a mettere in moto la macchina investigativa dei Carabinieri e a svelare l’ennesimo scempio ambientale perpetrato ai danni del territorio. Un rogo illecito di rifiuti, nascosto tra gli ulivi di un fondo agricolo, è stato scoperto e posto sotto sequestro, mentre il proprietario del terreno è stato denunciato.

L’operazione è scattata nel pomeriggio di ieri, 6 ottobre, quando i militari della Stazione di Valle di Maddaloni, da tempo impegnati in uno specifico servizio di contrasto ai reati ambientali, hanno deciso di andare a fondo della questione. Insieme al responsabile dell’Ufficio Tecnico comunale, figura essenziale per le valutazioni tecniche del caso, i Carabinieri hanno effettuato un sopralluogo mirato in un’area agricola della zona, individuata come possibile epicentro delle esalazioni moleste. Il fondo, come si è poi accertato, è di proprietà di un uomo del posto, un 65enne.

Una volta sul posto, i sospetti hanno trovato una drammatica conferma. Su una superficie di circa 30 metri quadrati, gli investigatori si sono trovati di fronte a un quadro desolante: i resti ancora fumanti di almeno due grandi cumuli di rifiuti dati alle fiamme. Si trattava principalmente di sfalci e potature di olivi, ma mescolati a questi c’erano anche i residui carbonizzati di altro materiale, al momento non meglio identificabile, la cui combustione aveva generato la nube tossica che aveva ammorbato l’intera area. Un metodo di smaltimento illegale, rapido e pericolosissimo, che libera nell’atmosfera diossine e altre sostanze nocive per la salute umana e per l’ecosistema.

Di fronte all’evidenza dei fatti, i Carabinieri hanno immediatamente proceduto al sequestro penale dell’intera area interessata dal rogo. Con un paradosso tipico delle procedure giudiziarie, il terreno è stato affidato in custodia giudiziale allo stesso proprietario, che ora avrà l’obbligo di preservare lo stato dei luoghi in attesa delle decisioni dell’Autorità Giudiziaria. L’uomo è stato deferito in stato di libertà con l’accusa, pesantissima, di combustione illecita di rifiuti. Allo stato attuale delle indagini, è lui il principale indiziato per il reato ambientale.

Questa operazione si inserisce in un più ampio dispositivo di controllo del territorio, predisposto per arginare la piaga dell’abbandono e dello smaltimento illegale dei rifiuti, un fenomeno che continua a deturpare le campagne casertane con gravi rischi per la salute pubblica. Come sottolineato dagli inquirenti, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, la responsabilità effettiva dell’indagato potrà essere considerata definitiva solo al termine dell’iter processuale, con una sentenza irrevocabile. Nel frattempo, i cittadini di Valle di Maddaloni possono tornare a respirare, con la consapevolezza che la loro vigilanza è stata fondamentale per fermare un potenziale disastro ambientale.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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