La truffa del “figlio nei guai”: anziana raggirata a Santa Maria a Vico, denunciati due giovanissimi

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SANTA MARIA A VICO (CE) – Una voce concitata al telefono, una storia costruita ad arte per generare panico e angoscia, e infine la consegna di una vita di ricordi racchiusi in monili d’oro. Si è consumata così, nel primo pomeriggio di ieri, l’ennesima truffa ai danni di una persona anziana, una sceneggiatura criminale che sfrutta il più potente degli affetti: quello di una madre per un figlio. La vittima, un’anziana donna residente nel comune casertano, è caduta nella trappola tesa da due giovanissimi, ora deferiti in stato di libertà dai Carabinieri.

Tutto ha inizio con una telefonata. Dall’altro capo del filo, un uomo si spaccia per il figlio della donna, che vive fuori regione, un dettaglio cruciale che rende più difficile un’immediata verifica. Con tono allarmato, il finto figlio racconta una storia drammatica e verosimile: la sua auto sarebbe stata rubata e, come se non bastasse, quel veicolo sarebbe stato utilizzato poco dopo per compiere un furto in una gioielleria. Una bugia studiata per creare un senso di urgenza e di grave pericolo, isolando psicologicamente la vittima e spingendola ad agire d’impulso per “salvare” il figlio dai guai.

La trappola scatta inesorabile. Pochi minuti dopo la telefonata, mentre l’anziana è ancora sotto shock, un giovane si presenta alla sua porta. Si qualifica come un intermediario, un “amico” incaricato di risolvere la situazione. Per evitare conseguenze legali al figlio, le spiega, è necessario consegnare subito una somma o dei preziosi a titolo di risarcimento. La donna, terrorizzata all’idea che il figlio possa finire in prigione, non esita. Raccoglie i suoi gioielli, monili in oro accumulati nel tempo, e li consegna in una busta allo sconosciuto, che si dilegua rapidamente.

Solo più tardi, una volta svanito l’effetto della paura e forse dopo un contatto con il vero figlio, la donna realizza di essere stata raggirata. Con il cuore pesante, si reca alla locale Stazione dei Carabinieri per sporgere denuncia.

L’intervento dei militari dell’Arma è stato immediato. Consapevoli della necessità di agire in fretta per non perdere le tracce dei malviventi, hanno avviato indagini lampo. L’attività si è concentrata sull’analisi meticolosa delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza, sia pubblici che privati, presenti nella zona. Incrociando i fotogrammi e avvalendosi dell’attività di individuazione fotografica, i Carabinieri sono riusciti in poche ore a ricostruire il percorso dei truffatori e a dare un volto ai responsabili.

Il cerchio si è stretto attorno a due giovanissimi, un minorenne e un ragazzo appena diciottenne. I due sono stati individuati e fermati nel tardo pomeriggio nel centro cittadino. Condotti in caserma, sono stati deferiti in stato di libertà alle competenti Autorità Giudiziarie – la Procura per i Minorenni e quella ordinaria – con l’accusa di truffa.

Purtroppo, i gioielli sottratti all’anziana non sono stati ritrovati. Il danno economico, e soprattutto affettivo, è ancora in corso di precisa quantificazione. Nel corso degli accertamenti, i Carabinieri hanno però sottoposto a sequestro penale due smartphone e gli abiti che i due giovani indossavano al momento del reato, elementi ritenuti fondamentali per il prosieguo delle indagini. L’attività investigativa non si ferma: si cerca ora di capire se i due facciano parte di una rete più ampia e se siano responsabili di altri episodi simili nella regione. Come da prassi, si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e la colpevolezza degli indagati dovrà essere accertata da una sentenza irrevocabile.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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