Gricignano, veleni nella Terra dei Fuochi: sequestrata una tonnellata di rifiuti, c’è anche amianto. Denunciato il proprietario 76enne.

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GRICIGNANO DI AVERSA (CE) – Un’altra ferita inferta al cuore martoriato della Terra dei Fuochi. Un fazzoletto di terra di circa 700 metri quadrati, trasformato in una discarica a cielo aperto, una bomba ecologica pronta a contaminare il suolo e le falde acquifere. È lo scenario desolante che si sono trovati di fronte i Carabinieri della Stazione di Gricignano di Aversa nel pomeriggio di ieri, 6 ottobre 2026, durante un mirato servizio di controllo del territorio finalizzato proprio al contrasto dei reati ambientali.

L’operazione, scattata nell’ambito della più ampia attività di vigilanza dell’Arma in una delle aree più critiche d’Italia, ha portato alla luce un vero e proprio scempio. Su due particelle catastali contigue, di proprietà privata, i militari hanno scoperto un accumulo illegale e indiscriminato di rifiuti di ogni genere. Cumuli che, a una prima stima, raggiungono il peso complessivo di una tonnellata, per un volume di circa 4 metri cubi. Un concentrato di veleni abbandonato senza alcuna precauzione, in spregio a qualsiasi norma e al buonsenso.

La lista dei materiali rinvenuti è un catalogo dell’illegalità ambientale. Tra la vegetazione incolta spuntavano guaine bituminose, resti di tettoie, pneumatici fuori uso che rappresentano un grave rischio in caso di incendio, e un’ingente quantità di scarti provenienti da lavorazioni edili. Ma il ritrovamento più allarmante è stato quello di diverse lastre ondulate in fibrocemento, verosimilmente eternit, contenenti quindi amianto. Un materiale altamente cancerogeno, le cui fibre, se disperse nell’aria, possono causare patologie gravissime all’apparato respiratorio. L’abbandono di tali manufatti rappresenta un pericolo concreto e immediato per la salute pubblica e per l’ecosistema.

Le indagini dei Carabinieri, meticolose e rapide, hanno permesso di risalire in breve tempo al responsabile di quell’area. Al termine degli accertamenti di rito, il proprietario del terreno, un uomo di 76 anni originario del casertano, è stato identificato e deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord. Le accuse a suo carico sono pesantissime: gestione non autorizzata di rifiuti e abbandono di rifiuti speciali, sia pericolosi che non pericolosi.

Come atto dovuto e per impedire la prosecuzione del reato e la possibile dispersione degli inquinanti, l’intera area di 700 metri quadrati, unitamente a tutta la tonnellata di rifiuti che la deturpava, è stata posta sotto sequestro penale. I sigilli sono stati apposti in attesa delle decisioni dell’Autorità Giudiziaria, che ora dovrà disporre le analisi specifiche sui materiali e coordinare le complesse e costose operazioni di bonifica per ripristinare lo stato dei luoghi. Questo ennesimo sequestro conferma l’incessante impegno dell’Arma dei Carabinieri nel presidiare un territorio fragile e costantemente sotto l’attacco dell’ecomafia e dell’inciviltà, una battaglia quotidiana per la legalità e la tutela di un bene primario come l’ambiente.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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