Espinal e l’economia aziendale: perché la teoria degli “11 non bastano” non ha retto.

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Nives Chiavarone e la maglia della Casertana
Nives Chiavarone e la maglia della Casertana
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Alla fine è successo. Vinicio Espinal non è più l’allenatore della Casertana. Un esonero che, numeri alla mano, fino a due partite fa poteva sembrare ingiusto, ma che, secondo alcuni assunti di economia aziendale, era inevitabile.

C’è una teoria, proprio in economia aziendale, quella delle “Tre E”. Tre parole: efficienza, efficacia ed economicità. Tre concetti che mister Espinal avrebbe dovuto approfondire.

In ogni conferenza stampa post-match la frase è stata sempre la stessa: “Io utilizzo tutti, altrimenti si diceva al presidente di comprare solo 11 giocatori”.

Questa strategia non sta in piedi in economia, e nemmeno in un campo da calcio. Spieghiamo perché.

La lezione di economia che è mancata.

1. Efficacia: raggiungi l’obiettivo?

L’efficacia è: ottenere il risultato che mi sono prefissato.

Da sempre, nel calcio come in azienda, c’è un 11 titolare. È il nucleo che ti dà il prodotto standard. Le grandi aziende hanno i macchinari migliori che lavorano sempre, non li alternano a caso. Le grandi squadre, quelle che dimostrano solidità, hanno una base fissa. Cambiare 5-6 uomini ogni domenica non è turnover, è confusione. E non è efficace.

2. Efficienza: come lo raggiungi?

L’efficienza è: usare bene le risorse che ho a disposizione.

Qui casca l’asino. Se un bene aziendale non ti dà il prodotto minimo standard, che fai? Lo metti a riposo, lo ripari o lo sostituisci. Non continui a usarlo per principio solo perché lo hai in magazzino. Invece a Caserta è successo il contrario: chi rende finisce in panchina, chi è fuori forma gioca. Girelli fa bene? Fuori. Pezzella segna? Panchina la domenica dopo. Questo non è utilizzo di tutti, è un non efficiente impiego dei beni acquistati.

3. Economicità: ci guadagni?

L’economicità è la sintesi delle prime due: i ricavi devono essere superiori ai costi.

Il presidente D’Agostino ha fatto investimenti importanti per avere una rosa da alta classifica. Se quei beni (i calciatori) non vengono valorizzati, l’investimento è antieconomico. Comprare 25 giocatori per non avere mai un 11 di riferimento significa aver speso senza logica.

Conclusione.

Espinal dice: “Ne ho 25 e li uso tutti”. L’economia aziendale risponde: “Non è quanti ne usi, è come li usi”.

Un buon imprenditore, come un buon allenatore, individua i suoi beni migliori, massimizza il rendimento e usa gli altri per rinforzarli, non per confonderli.

Alla fine la proprietà ha applicato la regola più semplice dell’economia: se il gestore dei beni non riesce a massimizzare il rendimento di quei beni, cambi il gestore.

Espinal ha utilizzato tutti, ma non ha valorizzato nessuno. E nel calcio, come in azienda, non vince chi usa tutti. Vince chi usa bene quelli giusti.

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