CANCELLO ED ARNONE – Da una parte i cittadini contrari alla costruzione, dall’altra gli interessi imprenditoriali e il sostegno politico alla realizzazione dell’impianto. Il biodigestore previsto in località Bosco è stato al centro di un acceso confronto. Ora quella battaglia si intreccia con l’indagine condotta dai carabinieri di Caserta, che nei giorni scorsi ha portato a perquisizioni nei confronti del sindaco Raffaele Ambrosca, del vicesindaco Agostino Frattasio, del consigliere Gabriele Di Vuolo e di alcuni dipendenti comunali, tecnici e imprenditori.
Uno dei temi centrali dell’inchiesta riguarda il presunto utilizzo delle opportunità di lavoro per consolidare il consenso elettorale. Secondo la ricostruzione della Procura di Santa Maria Capua Vetere, guidata da Pierpaolo Bruni, Ambrosca avrebbe fatto ricorso a promesse di assunzione e a pressioni su privati destinatari di commesse pubbliche, favorendo persone vicine alla propria area politica.ù
Questo meccanismo, nell’indagine coordinata dai pubblici ministeri Giacomo Urbano e Anna Ida Capone, sarebbe emerso nella gestione del bene confiscato di via Acquaro e della piscina comunale.
Proprio in relazione alla piscina, i carabinieri hanno intercettato una conversazione tra Ambrosca e Guida Mariniello, che non risulta indagata. Il sindaco le avrebbe chiesto di attivarsi per conoscere i nomi dei firmatari di una petizione contro il biodigestore. Per gli investigatori, la richiesta avrebbe avuto uno scopo preciso: evitare che le assunzioni alla piscina favorissero persone vicine agli oppositori e privilegiare, invece, soggetti in grado di sostenere politicamente l’amministrazione alle successive elezioni comunali o regionali.
In questa lettura, la protesta contro l’impianto sarebbe diventata un criterio per escludere qualcuno dalle opportunità di lavoro.
Ambrosca è indagato per ipotesi di concussione, corruzione, truffa e falso. Un altro filone riguarda le presunte pressioni su un’impresa della famiglia Tessitore e sul tecnico Daniele De Caprio affinché ricambiassero gli affidamenti ricevuti dal Comune con versamenti di denaro destinati alla Festa della mozzarella. La manifestazione era gestita dalla Pro loco, che la Procura ritiene riconducibile al sindaco.
Si tratta di ipotesi investigative ancora da verificare nelle sedi giudiziarie. Ambrosca e gli altri nove indagati rispondono, a vario titolo, di concussione, corruzione, falso, truffa e distruzione di atti. Tutti devono essere considerati innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
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