Blitz al Rione Traiano: pusher tradito da un pizzino, arrestato con pistola e un’identità ‘fantasma’

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NAPOLI – Un’operazione notturna ad alta tensione, condotta con precisione chirurgica, ha inferto un duro colpo a una delle più attive piazze di spaccio del Rione Traiano. I Carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli hanno arrestato Adelchi Giuseppe Capone, un 29enne del quartiere Soccavo, trovato in possesso di una pistola, un’ingente somma di denaro e documenti d’identità contraffatti che aprono scenari investigativi complessi e inquietanti. L’uomo è ora accusato di detenzione abusiva d’arma da sparo e possesso di documenti falsi.

Tutto ha avuto inizio nel cuore della notte di oggi, 8 ottobre 2026, quando una pattuglia dei Carabinieri, durante un servizio di controllo del territorio, ha notato movimenti sospetti e un viavai anomalo in via Marco Aurelio, area tristemente nota per essere un fiorente mercato di stupefacenti a cielo aperto. I militari, insospettiti, hanno deciso di intervenire con un blitz mirato. L’irruzione è stata rapida e decisa, bloccando ogni via di fuga. Tra le persone controllate, l’attenzione si è concentrata su Capone. La perquisizione personale ha dato subito i primi, significativi riscontri: nelle sue tasche, l’uomo nascondeva ben 3.730 euro in banconote di piccolo taglio, chiaro segnale dell’attività di vendita al dettaglio della droga. A confermare i sospetti, il ritrovamento di un “pizzino”, un piccolo foglio di carta contenente nomi e cifre, la vera e propria contabilità dello spaccio, che ora è al vaglio degli inquirenti per ricostruire la rete di clienti e fornitori.

Ma il vero tesoro, quello che delinea un profilo criminale di ben altro spessore, è stato rinvenuto poco dopo, quando i Carabinieri hanno esteso la perquisizione all’abitazione del 29enne, situata sempre nel Rione Traiano. All’interno dell’appartamento, i militari hanno scoperto un vero e proprio arsenale: una pistola semiautomatica calibro 6.35, completa di munizioni e con la matricola abrasa, un dettaglio che suggerisce la sua provenienza illecita e il possibile utilizzo in precedenti azioni criminali. L’arma sarà ora sottoposta ad accertamenti balistici presso il Reparto Investigazioni Scientifiche per verificare se sia stata impiegata in rapine, agguati o altri fatti di sangue avvenuti a Napoli e provincia.

Oltre alla pistola, sono stati sequestrati altri 4.410 euro in contanti, portando il totale del denaro rinvenuto a 8.140 euro, e tre orologi Rolex di lusso, sulla cui dubbia provenienza sono già in corso approfondimenti per accertare se si tratti di merce rubata o frutto di riciclaggio.

L’elemento che desta maggiore allarme, tuttavia, è il ritrovamento di una patente di guida e, soprattutto, di una Carta d’Identità Elettronica (CIE) palesemente contraffatte. Non si tratta di una semplice falsificazione cartacea: la CIE verrà analizzata da tecnici specializzati per comprendere la natura della sua pericolosità. L’ipotesi più inquietante è che al suo interno possa essere stato clonato o illecitamente associato il microchip di un’altra persona, un cittadino ignaro o compiacente, trasformando il possessore in un vero e proprio “fantasma” in grado di eludere i controlli, aprire conti correnti o commettere truffe. Un’identità fittizia che, nelle mani della criminalità, diventa uno strumento potentissimo. L’operazione di questa notte non solo smantella un importante punto di riferimento per lo spaccio locale, ma apre anche nuove e complesse piste investigative sul traffico di armi e sulla frontiera sempre più tecnologica del falso documentale.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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