Nella partita che ha visto l’Inter superare con agilità il Parma, Federico Dimarco ha offerto una prestazione a tutto campo. L’esterno mancino si è mosso molto verso il centro, spingendosi fino ad abbandonare la sua corsia di competenza per giocare il pallone sulla destra. Da questa posizione insolita ha sia calciato in porta sia servito cross per i compagni.
Non è la prima volta che il miglior giocatore dello scorso campionato ha tentato di scardinare le difese avversarie con questa imprevedibilità, ma contro la formazione emiliana il suo nuovo raggio d’azione è stato particolarmente evidente. Si è trattato di una scelta estemporanea o di una nuova arma tattica nell’arsenale di Cristian Chivu? Secondo le parole del tecnico rumeno, non è stato affatto un caso.
L’Inter sta evolvendo attraverso le vittorie. La squadra di Chivu ha mostrato un’identità sempre più definita e distante da quella che l’allenatore aveva ereditato. Il prolungato possesso palla del passato si è trasformato in rapide verticalizzazioni e in un pressing asfissiante sulla costruzione avversaria. Le catene laterali ora lasciano spazio anche a maggiori isolamenti e a iniziative individuali per creare superiorità numerica.
Ciò che è rimasto è il continuo movimento dei giocatori nerazzurri, che ruotano e scambiano posizione, trovandosi spesso in zone del campo anomale. Questo concetto ha trovato la sua massima espressione proprio con Dimarco contro il Parma. Dalla fascia destra, l’ex della partita ha crossato e concluso verso la porta in più occasioni. Al 3′ un suo tiro è stato respinto dal portiere, mentre al 23′ e al 36′ le sue incursioni, partite da sinistra, lo hanno portato a concludere l’azione dal lato opposto.
Sebbene i suoi tentativi non si siano concretizzati in gol o assist, hanno confermato l’idea di un calcio sempre più fluido, basato su principi fissi più che su moduli rigidi, come desiderato da Chivu. Interrogato sull’argomento, il tecnico nerazzurro ha spiegato la logica dietro questi movimenti: “Le sue giocate dipendono da come ci pressa l’avversario. Se un compagno esegue una rotazione dalla sua parte, lui è libero di accentrarsi. A volte si comporta da punta, altre da mezzala”.
“Contro il Parma ha realizzato un cross da quinto di destra. Si muove, si diverte, attacca l’area e chiude l’azione sul palo opposto, dimostrando grande intelligenza nel capire i tempi dello scatto. I miei giocatori sono evoluti”, ha concluso l’allenatore. Si tratta dunque di un caos organizzato, studiato ma lasciato anche all’istinto dei singoli, che sta portando ottimi risultati, come dimostrano i 10 marcatori diversi già andati a segno. Tra questi, però, manca ancora proprio Dimarco. Una sua rete potrebbe arrivare presto, magari proprio dalla corsia di destra.



