Il ristorante si chiama Tora, che in giapponese significa tigre, e sorge nel cuore del quartiere Salamanca, il più elegante di Madrid. È un locale di proprietà del difensore giallorosso Mario Hermoso, che in questo progetto ha investito non solo capitale, ma anche grande passione. La formula è quella ‘omakase’, che si affida completamente alla creatività dello chef José Osuna.
Aperto nel 2022, il Tora ha subito conquistato il favore della critica, ottenendo la menzione nella Guida Michelin. Si tratta di un ambiente intimo e sofisticato, dove l’esperienza culinaria si svolge preferibilmente al bancone, osservando i cuochi all’opera.
Mario Hermoso è un madrileno doc. Nato e cresciuto nel Barrio de la Concepción, ha mosso i primi passi nel mondo del calcio proprio lì, prima di entrare nelle giovanili del Real Madrid all’età di 11 anni. Il legame con la sua città natale è sempre rimasto fortissimo.
La sua carriera lo ha visto debuttare con la prima squadra del Real Madrid sotto la guida di José Mourinho nel 2012, per poi tornare nella capitale spagnola e vestire per cinque anni la maglia dell’Atlético Madrid.
Con il tempo, il difensore oggi 31enne ha sviluppato un profondo interesse per l’alta cucina. L’investimento nel settore della ristorazione, molto fiorente a Madrid, è stato un passo quasi naturale. A differenza di molti colleghi, Hermoso non si limita a essere un socio finanziatore.
Il calciatore della Roma segue da vicino ogni aspetto del progetto Tora, partecipando attivamente a tutte le decisioni. La sua passione per il settore alimentare lo ha portato a investire anche in altre attività, come una catena di hamburgerie, ma Tora rimane il suo fiore all’occhiello.
Il ristorante è diventato una meta apprezzata anche da alcuni calciatori del Real Madrid, rendendo la prossima sfida all’Olimpico un incrocio speciale per il difensore. Sarà un’occasione per Hermoso non solo di affrontare avversari prestigiosi, ma anche di rappresentare un ponte tra le sue due vite: quella sul campo e quella imprenditoriale.
Tra i piatti più esclusivi del menù figura una preparazione con tonno, grasso di wagyu e caviale, un boccone che ben rappresenta l’ambizione e l’eleganza del progetto Tora. Un’idea che lega indissolubilmente il difensore alla città che ha lasciato per vestire la maglia giallorossa, ma che porta sempre nel cuore.




