Christian Horner ha concesso un’intervista al quotidiano The Guardian, nella quale ha delineato la sua visione per un eventuale ritorno in Formula 1. L’ex team principal della Red Bull ha posto condizioni chiare, sottolineando di non essere interessato a un rientro solo per partecipare, ma esclusivamente per un progetto vincente.
Horner ha espresso il desiderio di assumere un ruolo da proprietario o azionista, forte di un capitale accumulato che gli consente di valutare attentamente le prossime mosse. Ha menzionato la Ferrari, definendola ‘il marchio più importante della F1’, ma ha anche preso atto della chiusura da parte di Maranello alla vendita di quote, dichiarandosi quindi sereno nel rimanere fuori dal mondo delle corse in attesa di nuove opportunità.
L’ex manager ha ripercorso la sua lunga parabola in Red Bull, scuderia che ha guidato dal 2005. Ha ricordato la crescita esponenziale del team sotto la sua gestione, passato da meno di 400 a 2.200 dipendenti, evidenziando la grande lealtà del personale e la sua dedizione totale all’azienda.
Ha descritto il suo allontanamento come ‘brutale’ e inaspettato, tracciando un parallelo con la sostituzione ‘spietata’ del suo predecessore e notando come la storia si sia ripetuta. Ha manifestato una profonda tristezza per non aver potuto vedere in pista il motore sviluppato dal reparto Powertrains, un progetto da lui fortemente voluto e avviato nel 2021.
Horner ha fornito dettagli sulla lotta di potere interna scatenatasi in Red Bull dopo la scomparsa del fondatore Dietrich Mateschitz. Ha sostenuto che la sua autorità sia stata minata da figure chiave come Helmut Marko e Jos Verstappen.
Riguardo a Marko, si è detto deluso dal suo comportamento, ricordando come fosse stato ospite a casa sua appena due giorni prima del licenziamento. Su Verstappen senior, invece, ha preferito non rilasciare commenti significativi.
Infine, ha toccato il tema della storica rivalità con Toto Wolff, team principal della Mercedes. Ha ricordato come Wolff avesse definito il progetto del motore Red Bull ‘una schifezza totale’, per poi aggiungere che il propulsore si sta comportando ‘piuttosto bene’. Secondo Horner, ogni sport ha bisogno di grandi rivalità, perché creano interesse e ha affermato di aver utilizzato questa competizione per motivare il suo team e lanciare la sfida alla Mercedes.







