Antonio Cassano ha espresso il suo parere sulla situazione del Milan, concentrandosi in particolare sul rendimento dell’attaccante Gonçalo Ramos. Secondo l’ex calciatore, il problema non risiede nelle qualità della punta portoghese, ma nel contesto tattico e nel supporto che riceve dalla squadra.
Durante un suo recente intervento, Fantantonio ha difeso a spada tratta il centravanti, definendolo un giocatore fantastico e completo. Ha sottolineato la sua capacità di giocare per la squadra, di dialogare con i compagni di reparto e di sapersi muovere anche in autonomia, creando spazi e occasioni.
Cassano ha evidenziato il grande spirito di sacrificio del giocatore, che non si lamenta mai e percorre molti chilometri a partita, dimostrando un’etica del lavoro impeccabile. Ha insistito sul fatto che, per esprimere il suo potenziale, l’attaccante avrebbe bisogno di ricevere palloni giocabili, cosa che a suo dire sta accadendo raramente.
Per rafforzare la sua tesi, Cassano ha introdotto un paragone provocatorio con una leggenda del club, Filippo Inzaghi. Ha specificato che il suo giudizio era legato al contesto in cui Inzaghi giocava, ovvero un finalizzatore eccezionale supportato da campioni assoluti come Rui Costa e Kakà.
Ha poi aggiunto che se l’attuale centravanti portoghese avesse potuto giocare in quel Milan, con alle spalle trequartisti di quel calibro e sulle fasce terzini come Cafù e Serginho, avrebbe segnato un numero ancora maggiore di reti. Il punto centrale del discorso è che la qualità dei compagni è determinante per il rendimento di un numero 9.
L’analisi si è poi spostata sui giocatori attuali del Milan che dovrebbero fornire assist. Cassano ha messo in dubbio che calciatori come Pulisic o Chukwueze abbiano come priorità l’assistenza al compagno, descrivendo un attacco in cui la punta centrale si trova spesso isolata.
Ha sottolineato la mancanza di un vero creatore di gioco nella rosa rossonera, capace di fornire passaggi filtranti o cross precisi con continuità. La manovra offensiva, a suo parere, non è costruita per esaltare le caratteristiche di un centravanti di movimento.
Infine, ha lanciato una stoccata finale, affermando che se lo stesso giocatore militasse nell’Inter, con il gioco sviluppato dai nerazzurri, riuscirebbe a segnare 30 goal a stagione senza difficoltà. La sua conclusione è stata un appello implicito al Milan: per ottenere il massimo dal proprio investimento, è necessario costruire un sistema che metta l’attaccante nelle condizioni ideali per segnare.
Le parole dell’ex attaccante hanno acceso il dibattito tra i tifosi, divisi tra chi condivide la sua analisi e chi invece ritiene che dal centravanti ci si debba aspettare di più, a prescindere dal supporto della squadra. La questione su come valorizzare il potenziale della punta portoghese rimarrà centrale nelle prossime settimane.








