Inter, la difesa non regge più: già 14 gol subiti

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Cronache sport calcio
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I dati statistici hanno evidenziato un’involuzione nel reparto difensivo dell’Inter. In sole otto partite disputate tra campionato e Champions League, la squadra nerazzurra ha subito 14 gol, registrando una media di quasi due a partita. Un bilancio preoccupante, frutto delle sei reti incassate nelle prime due gare europee e delle otto concesse in sei giornate di Serie A.

Questo rendimento ha sollevato interrogativi sulla tenuta della squadra, specialmente se confrontato con la stagione precedente. Lo scorso anno, infatti, l’Inter ha raggiunto la soglia dei 14 gol subiti in campionato solo con l’inizio del nuovo anno. In questa stagione il dato è stato registrato già a metà ottobre, dopo la sconfitta interna contro il Bruges.

La ricerca delle cause parte dall’assetto tattico. Sebbene il modulo non sia cambiato e gli interpreti principali siano rimasti in gran parte gli stessi, i numeri sono peggiorati drasticamente. La filosofia dell’allenatore Cristian Chivu, allineata a un calcio europeo, privilegia una manovra offensiva che, se da un lato ha prodotto 22 gol in otto partite, dall’altro ha esposto la squadra in fase di ripiego.

Questo approccio, che mira a segnare un gol in più dell’avversario, ha messo in discussione la solidità difensiva che caratterizzava la squadra in passato. Il problema appare collettivo, con i difensori spesso proiettati nella metà campo avversaria a supporto dell’azione, sacrificando l’equilibrio.

Alle questioni tattiche si somma un calo di rendimento dei singoli. Bisseck, pur avendo iniziato bene, paga a volte il suo contributo offensivo in fase di rientro; Bastoni ha attraversato momenti di difficoltà, mentre Akanji è apparso lontano dalla sua forma migliore, forse ancora condizionato fisicamente. Gli inserimenti dei nuovi acquisti, come Stones, sono stati rallentati da problemi fisici.

A completare un quadro già complesso ci sono stati alcuni errori decisivi del portiere Pepo Martinez. L’unica certezza del reparto, per costanza e duttilità, sembra essere Carlos Augusto. La somma di questi fattori ha generato una vulnerabilità che contrasta con le ambizioni del club di migliorare i successi della scorsa stagione e rende l’obiettivo più arduo.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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