Juventus, Audero conferma: trattativa estiva fallita

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Cronache Mercato
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Emil Audero, portiere classe 1997, ha rotto il silenzio su una delle trattative che hanno animato la scorsa sessione di mercato estiva. Intervistato dal sito gianlucadimarzio.com, l’estremo difensore ha confermato l’interesse concreto della Juventus, club dove è cresciuto e ha esordito. “In estate avevano preso in considerazione me e altri portieri”, ha spiegato, facendo luce sui contatti avuti con la dirigenza bianconera.

La negoziazione, però, non ha avuto l’esito sperato. “Poi la trattativa non si è conclusa per diversi motivi”, ha aggiunto senza entrare nei dettagli specifici che hanno portato allo stop. In quel periodo, il suo futuro era incerto, ma la sua professionalità non è mai venuta meno: “Io ero soltanto in attesa di capire quale potesse essere la soluzione migliore, mi allenavo per essere pronto a tutto”. Un’attesa che lo ha poi portato a vestire la maglia dell’Inter.

Il portiere ha poi ripercorso la sua prima avventura a Torino, nella stagione 2016-17, un’esperienza formativa vissuta al fianco di campioni straordinari. “Ho avuto la fortuna di esordire in una grandissima Juve, però penso che l’Emil di adesso se la godrebbe di più”, ha ammesso con una certa maturità. La consapevolezza del livello di quella squadra è cresciuta con il tempo.

“Allenandomi tutti i giorni con loro mi sembrava normale, solo oggi ho capito la qualità di quei giocatori”. Un ricordo indelebile, legato non solo alle doti tecniche dei compagni, ma anche al loro spessore umano. “Ho degli ottimi ricordi, innanzitutto perché erano persone di spessore, poi perché in campo erano di un altro pianeta”. Un pensiero speciale è stato riservato a Massimiliano Allegri: “È una grandissima persona a livello umano ed è bravissimo nella gestione dei giocatori. Sapeva perfettamente come relazionarsi con gente di quello spessore lì”.

L’esperienza in nerazzurro nella stagione 2023-24 è stata definita “un altro capitolo molto bello”. L’inserimento nel gruppo è stato facilitato dalla presenza di vecchi amici. “Ho ritrovato giocatori come Barella, Dimarco e Bastoni, con cui ci conosciamo dall’Under 15”, ha raccontato.

“Mi sono trovato bene con uno spogliatoio di ottime persone, oltre che ottimi giocatori”. Secondo il portiere, la squadra di Simone Inzaghi ha raggiunto vette di gioco eccezionali: “Quell’Inter ha espresso un calcio tra i migliori che abbia visto”. La vera chiave del successo, però, risiedeva nei legami interni: “La sua forza era l’amicizia all’interno dello spogliatoio”.

L’intervista si è conclusa con una domanda diretta e complessa: meglio la Juventus del 2016-17 o l’Inter del 2023-24? La risposta ha evidenziato le diverse anime delle due formazioni. “Domanda tosta. Come singoli la Juve, come collettivo l’Inter”, ha sentenziato.

Il suo giudizio si basa su ricordi precisi delle partite disputate. “Mi vengono in mente tante partite sporche della Juve vinte grazie alle giocate individuali”. Al contrario, la squadra nerazzurra ha primeggiato per l’organizzazione corale: “Quell’Inter, invece, aveva un modo di giocare da squadra veramente impressionante”. Una distinzione netta tra il potere dei singoli talenti e la forza di un meccanismo collettivo perfetto.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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