CAIVANO – Una lite per motivi futili, una discussione che degenera e poi quella lama che raggiunge il torace di un 13enne. Nel centro commerciale Campania quello che doveva essere un pomeriggio di svago stava per tramutarsi nell’ennesima tragedia. Per gli inquirenti i responsabili sarrebbero Salvatore Zambella, 20 anni, figlio di Raffaele Zambella, indicato come boss del clan Angelino, e Alessandro Maugeri, 34enne ritenuto dagli investigatori ai vertici del gruppo criminale e cognato dello stesso Lello Zambella, essendo fratello di sua moglie Carmela Maugeri. Zio e nipote sono indagati per il tentato omicidio del minorenne di Acerra e sono difesi dall’avvocato Domenico Dello Iacono. Domani è fissata l’udienza di convalida del fermo.
L’operazione è stata condotta dai carabinieri della compagnia di Marcianise, agli ordini del capitano Daniele Petruccelli, i fermi eseguiti dai militari della Sezione operativa, che nelle ore successive all’aggressione hanno avviato una serrata attività investigativa per ricostruire la dinamica e individuare i presunti responsabili. Al centro dell’indagine ci sono quei minuti concitati di sabato sera nel parcheggio del centro commerciale a Marcianise. Secondo quanto ricostruito finora dagli investigatori, tutto sarebbe partito da una discussione tra il 13enne e un altro ragazzo, anche lui minorenne. Una lite tra giovanissimi che avrebbe assunto rapidamente contorni diversi con l’intervento dei due adulti. La situazione sarebbe precipitata fino all’aggressione e alla coltellata sferrata al 13enne, raggiunto al torace, nella parte sinistra del petto. Un fendente che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche. Il ragazzo è stato immediatamente soccorso e trasportato al pronto soccorso di Frattamaggiore. Le sue condizioni hanno però reso necessario il trasferimento all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli, dove i medici lo hanno sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza. Il 13enne resta ricoverato con prognosi riservata, ha riportato un versamento pleurico.
Mentre il ragazzino veniva affidato alle cure dei sanitari, i carabinieri hanno cominciato a mettere insieme i tasselli della vicenda. Testimonianze, elementi raccolti sul posto e gli accertamenti condotti nelle ore successive hanno consentito agli investigatori di concentrare l’attenzione sui due uomini, entrambi domiciliati a Caivano e già noti alle forze dell’ordine. La posizione di Zambella jr e Maugeri sarà ora sottoposta al vaglio dell’autorità giudiziaria. L’udienza di convalida prevista per domani rappresenterà il primo passaggio davanti al giudice, chiamato a valutare la legittimità del fermo e gli elementi raccolti dagli investigatori. I due, assistiti dall’avvocato Dello Iacono, potranno fornire la propria versione dei fatti e chiarire la loro posizione rispetto all’aggressione. Resta da ricostruire fino in fondo anche il movente. L’indagine dovrà stabilire cosa abbia fatto precipitare la discussione tra i ragazzi e, soprattutto, quale sia stato l’esatto ruolo dei due adulti nella sequenza che ha portato al ferimento del minorenne. Una lite nata tra giovani e finita con un ragazzino in sala operatoria: è su questo passaggio che si concentrano ora gli accertamenti dei carabinieri della compagnia di Marcianise.








