Walter Sabatini, storico direttore sportivo italiano, ha offerto la sua analisi sulla complessa situazione della Juventus. In un’intervista, l’ex dirigente ha parlato della crisi di risultati dei bianconeri e del lavoro di Luciano Spalletti, che ha avuto come allenatore ai tempi della Roma.
Sabatini ha descritto il tecnico come un perfezionista, un uomo che ha sempre basato il suo operato su disciplina e mentalità. Questa impostazione, secondo il dirigente, è la chiave per comprendere l’approccio dell’allenatore nella sua attuale avventura torinese, ma potrebbe anche essere un limite nella fase attuale.
Proprio in virtù di questa conoscenza, Sabatini ha espresso la speranza che il tecnico possa ora “allentare le briglie”. Ha suggerito di abbassare le pretese sui calciatori, poiché in questo momento la squadra non sembra in grado di fornire le risposte di perfezione tecnico-tattica richieste.
L’invito è a semplificare il lavoro, lasciando che i giocatori si facciano guidare di più dal loro istinto. Si tratterebbe, in sostanza, di “disinnescare” la pressione per tornare a concentrarsi sulle cose essenziali, ritrovando così maggiore serenità.
Riguardo alle dichiarazioni del tecnico dopo la sconfitta con la Lazio, in cui ha espresso dubbi sull’essere seguito dalla squadra, Sabatini ha mostrato idee chiare. “Lo conosco e sono certo che fosse una provocazione”, ha affermato con sicurezza, interpretando le parole come uno stimolo per il gruppo.
Secondo la sua lettura, è evidente che i giocatori siano ancora dalla parte del loro allenatore. La prova, ha spiegato, è che la squadra continua a provare in tutti i modi a eseguire le sue direttive, pur senza riuscirci pienamente. Il problema non sarebbe la volontà, ma una difficoltà nell’esecuzione.
Nonostante il periodo negativo, Sabatini ha ribadito la sua piena fiducia nelle capacità del tecnico di risollevare le sorti della Juventus. “Resto convinto che riuscirà ad aggiustarla questa Juve”, ha dichiarato, aggiungendo che questo processo potrebbe non essere indolore e richiedere di passare “attraverso qualche guerra”.
Infine, ha concluso con una nota personale, ricordando il suo legame con l’allenatore e Frederic Massara, auspicando che non soffrano a Torino. Ha poi lanciato un monito alla società: un loro esonero finirebbe per “bruciare l’idea stessa di Juventus” che la loro scelta aveva rappresentato.




