Liberty Media, il gruppo statunitense che controlla sia la Formula 1 sia il Motomondiale, ha organizzato un’iniziativa promozionale per avvicinare i due mondi. Durante il weekend del Gran Premio di Formula 1 ad Austin, in Texas, si è tenuta un’esibizione speciale sul Circuit of the Americas. Quattro MotoGP sono scese in pista per una serie di giri dimostrativi prima della terza sessione di prove libere.
L’operazione ha avuto una logica precisa: sfruttare la crescente popolarità della F1 negli Stati Uniti per dare maggiore visibilità alla MotoGP. L’evento non è stato una competizione, ma una sorta di “operazione simpatia” pensata per stimolare l’interesse del vasto pubblico americano. Con oltre 400.000 spettatori attesi per il weekend di gara, il GP di Austin ha rappresentato una platea ideale per questa vetrina.
La scelta del Circuit of the Americas non è stata casuale. A differenza delle altre tappe statunitensi della F1, come Miami e Las Vegas che si corrono su circuiti cittadini, il tracciato texano è una struttura permanente che già ospita regolarmente entrambe le categorie e si presta perfettamente a una dimostrazione motociclistica in totale sicurezza.
A causa di una concomitanza di calendario, i piloti titolari della MotoGP non hanno potuto partecipare, poiché impegnati nel Gran Premio d’Australia a Phillip Island. Le case motociclistiche hanno quindi schierato i loro collaudatori e una stella emergente. In sella c’erano Nicolò Bulega, protagonista in Superbike e futuro pilota Ducati MotoGP, l’ex campione Andrea Dovizioso per Yamaha, l’esperto Dani Pedrosa per KTM e Lorenzo Savadori con i colori del team statunitense Trackhouse Aprilia.
Nonostante l’assenza dei piloti ufficiali, il parterre di nomi ha garantito un alto livello di spettacolo, grazie al prestigio di ex campioni come Dovizioso e Pedrosa e al talento di Bulega. L’iniziativa di Austin potrebbe essere la prima di una serie di strategie con cui Liberty Media proverà a creare una sinergia tra i suoi due campionati di punta. L’obiettivo finale è far crescere il Motomondiale in un mercato strategico come quello americano, replicando, almeno in parte, il successo ottenuto dalla Formula 1.



