NAPOLI – L’agguato mortale al 57enne Alessandro Uccello l’altro ieri alle 21:30 in via Roma verso Scampia presenta tutte le caratteristiche di un’esecuzione spietata compiuta da killer professionisti probabilmente assoldati su commissione. E’ la prima pista investigativa battuta dai carabinieri, che hanno effettuato il sopralluogo. La vittima, un detenuto semilibero residente a Marano, è stata sorpresa e assassinata non appena ha parcheggiato l’auto nel garage per rientrare a piedi nel carcere di Secondigliano al termine della giornata di lavoro. La sequenza dura pochi secondi. L’ingresso del penitenziario è 50 metri più avanti. Un tragitto che il 57enne considerava sicuro.
I due sicari a bordo di una moto con i volti completamente celati da caschi integrali, hanno dimostrato un’addestrata precisione e un’assoluta freddezza operativa: tutti e sette i proiettili esplosi hanno raggiunto Uccello al petto e al volto senza lasciargli scampo, e i militari dell’Arma hanno infatti recuperato l’intera totalità dei bossoli concentrata attorno al corpo, segno tangibile che la vittima non ha avuto nemmeno il tempo di accennare una fuga. L’azione appare pianificata nei minimi dettagli e studiata a tavolino da killer esperti, ingaggiati per garantire un risultato letale e rapido nonostante la potenziale presenza di passanti dovuta alla vicinanza di diversi negozi, come una sala slot, un’agenzia di scommesse e un bar.
Tuttavia, pur avendo agito con estrema spietatezza e professionalità, il commando ha commesso un errore determinante nello scegliere il luogo dell’esecuzione, un’area ad alta concentrazione di attività commerciali che ha permesso di individuare immediatamente il modello di moto utilizzato: una Honda Africa Twin di colore nero. Ora gli inquirenti danno la caccia alla moto. Le indagini del Nucleo Investigativo dei Carabinieri, coordinati dalla Procura, si stanno concentrando sulla capillare ricostruzione del tragitto di fuga del commando lungo l’intera arteria stradale e le zone limitrofe, sfruttando l’intensa rete di telecamere di videosorveglianza pubbliche e private che blindano quasi l’intero quartiere.
Non è tutto. Gli investigatori sono certi che i due killer non abbiano agito da soli: in strada c’erano almeno due vedette, che hanno lanciato il segnale al passaggio del 57enne. I militari stanno esaminando anche i volti delle persone, che in quel momento erano nelle vicinanze. Da qui potrebbero arrivare sviluppi nelle indagini. Parallelamente ai rilievi tecnici ed al sequestro dei reperti, gli inquirenti stanno ascoltano amici e familiari, analizzando a fondo i tabulati telefonici e lo smartphone della vittima per comprendere le dinamiche recenti, eventuali attriti e tensioni, cercando di risalire ai mandanti che potrebbero aver ingaggiato i due sicari ed all’esatto movente dell’omicidio.





