Zangar Nurlanuly, diciottenne talento del tennis kazako ed ex numero 7 del mondo a livello juniores, ha avuto due occasioni speciali per allenarsi con il suo idolo, Jannik Sinner. La prima volta, il numero 1 del mondo lo ha accolto con un sorriso e lo ha ringraziato. Per la seconda, è stato lo stesso Nurlanuly a prendere l’iniziativa, contattando il coach Simone Vagnozzi per verificare la disponibilità del campione.
Per il giovane kazako, Sinner non è solo un modello tecnico, ma anche umano. “È il mio giocatore preferito, oltre a essere una persona straordinaria”, ha affermato Nurlanuly, ricordando la gentilezza ricevuta durante la loro prima sessione in Australia. “Abbiamo fatto un bell’allenamento, nel quale entrambi siamo riusciti a lavorare sulle cose che volevamo. Anche il suo team è stato molto gentile”.
L’ammirazione di Nurlanuly si estende all’approccio al gioco dell’italiano. “Guardo tanti suoi video e partite. È incredibile vedere quanto giochi in maniera aggressiva e a quale livello riesca a esprimersi. La cosa impressionante è che lo fa sempre, anche in allenamento. È per questo che è il migliore del mondo”. Un giorno, ha confessato, spera di poterlo affrontare in una partita ufficiale.
La carriera di Zangar è iniziata ad Almaty, ma il suo sviluppo professionale è avvenuto a migliaia di chilometri di distanza. A 12 anni ha lasciato il Kazakistan per trasferirsi in Slovacchia, dove si allena tuttora in un’accademia che ha convinto lui e la sua famiglia. Nonostante le difficoltà iniziali, l’adattamento è stato positivo e la Slovacchia è diventata per lui una seconda casa.
I risultati hanno confermato la bontà della scelta. Nurlanuly ha raggiunto le semifinali in tornei juniores di prestigio come gli US Open e gli Australian Open, scalando la classifica Under 18 fino alla settima posizione. Ora sta affrontando il delicato passaggio al professionismo, un percorso iniziato con una wild card per il torneo Atp 250 di Almaty, dove ha esordito nel circuito maggiore.
Nonostante la profonda stima per Sinner, il giovane tennista vuole costruire una propria identità. “Non cerco di imitare lo stile di nessuno, perché ogni giocatore è diverso. Voglio essere me stesso e sviluppare il mio tennis”. L’obiettivo è ora quello di accumulare esperienza nei tornei Challenger per migliorare la propria classifica ATP.
In Kazakistan, le aspettative su di lui sono alte, alimentate dagli investimenti della federazione guidata da Bulat Utemuratov. Nurlanuly sente la responsabilità di essere un esempio per i più giovani. “Vedo che tanti bambini mi seguono. Per questo cerco di diventare una persona migliore, dentro e fuori dal campo, imparando da campioni come Sinner e Alcaraz”.






