Un cartellino rosso ricevuto dopo neanche mezz’ora di gioco ha lasciato il Milan in inferiorità numerica nella partita contro il Bournemouth, segnando l’ultimo episodio controverso nella carriera di Mike Maignan. Il portiere ha colpito al volto Tyler Adams con una manata, un gesto che l’arbitro ha sanzionato con l’espulsione diretta, complicando in modo significativo il piano gara della sua squadra.
L’uscita dal campo del giocatore, a testa bassa e con il cappuccio della felpa calato sul viso, ha testimoniato la sua frustrazione. Successivamente, attraverso una storia pubblicata su Instagram, Maignan ha fornito la sua versione dei fatti, definendo il suo gesto non intenzionale e spiegando di aver voluto solo fare spazio nella propria area di rigore, come fanno tutti i portieri. Ha espresso rammarico per l’immagine negativa trasmessa, specialmente ai giovani spettatori, e ha sottolineato che abbandonare i compagni non rispecchia i suoi valori di persona e capitano.
Quello rimediato in Inghilterra non è un episodio isolato. Si tratta infatti del terzo cartellino rosso nella carriera professionistica del portiere francese, ognuno arrivato per motivazioni differenti che evidenziano una tendenza a perdere il controllo in situazioni di tensione. I precedenti risalgono ai tempi della sua militanza nel Lille e mostrano una varietà di reazioni impulsive.
Il primo cartellino rosso è arrivato per un gesto di stizza: dopo un’azione di gioco, ha lanciato volontariamente una pallonata contro un avversario, una reazione che gli è costata l’espulsione e una punizione da parte del suo allora allenatore, Marcelo Bielsa. Questo evento ha messo in luce una difficoltà nel gestire la frustrazione.
Il secondo rosso è scaturito da un intervento di gioco giudicato pericoloso. In un’uscita alta, Maignan ha colpito un avversario con un ginocchio all’altezza della gola. Sebbene il contrasto potesse essere considerato fortuito nella sua dinamica, la pericolosità dell’intervento ha portato l’arbitro a estrarre il cartellino rosso, confermando una certa irruenza in alcune fasi di gioco.
Questi tre episodi, una pallonata volontaria, un intervento pericoloso e una manata, disegnano il profilo di un atleta dal talento indiscusso ma soggetto a momenti di nervosismo che possono danneggiare sia lui che la sua squadra. La reattività e il carattere forte, qualità spesso apprezzate in un portiere, in questi casi si sono trasformati in un punto debole.









