Sinner valuta Magnus Norman come nuovo super-coach

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Sport tennis
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Magnus Norman è un allenatore nato, che ha poi avuto una carriera da giocatore di tennis. Lo ha spiegato lui stesso anni fa, raccontando di essere cresciuto in una piccola città svedese senza un vero coach, allenandosi da solo. Fin dall’età di dodici anni ha tenuto diari di allenamento, dimostrando un precoce interesse per l’aspetto tecnico e metodologico, un approccio quasi scientifico al gioco.

Come tennista, Norman ha raccolto la pesante eredità di campioni svedesi come Borg e Wilander, arrivando a un passo dalla vetta. Nato nel 1976, ha raggiunto la finale del Roland Garros, persa contro Kuerten, e si è spinto fino alla posizione numero 2 del ranking mondiale. Ha arricchito il suo palmarès con 12 titoli ATP, tra cui gli Internazionali d’Italia del 2000, ma la sua carriera è stata frenata da problemi fisici che lo hanno costretto a un ritiro prematuro nel 2004.

Appesa la racchetta al chiodo a neanche trent’anni, è stato l’ex compagno di doppio Thomas Johansson a proporgli di diventare suo coach. Norman ha accettato, scoprendo la sua vera vocazione. Da quel momento, la sua carriera da allenatore ha inanellato un successo dopo l’altro. Ha preso la guida di Robin Soderling, traghettandolo in una storica ascesa nel ranking, culminata con l’incredibile vittoria al Roland Garros contro Rafael Nadal.

Il segreto di quel trionfo è stato il lavoro mentale. Norman ha convinto Soderling che colpire per primo era fondamentale e che, vincendo un set contro il re della terra battuta, sarebbe stato possibile vincerne anche un secondo, e poi un terzo. Una strategia psicologica che si è rivelata vincente. La forza mentale è infatti il marchio di fabbrica del suo metodo, un aspetto che lo renderebbe la prosecuzione ideale del percorso intrapreso da Sinner con Darren Cahill, mentre Simone Vagnozzi rimarrebbe il coach “di campo”.

Dopo Soderling, Norman ha firmato un’altra impresa con Stan Wawrinka. Ha saputo gestire il genio e la sregolatezza del tennista svizzero, guidandolo alla vittoria di tre tornei del Grande Slam e alla qualificazione per le ATP Finals. Nonostante i successi, è sempre rimasto fedele alla sua filosofia: “Come Stan, non amo stare sotto i riflettori, preferisco lavorare dietro le quinte”.

Nel 2016 è stato nominato allenatore dell’anno, ma ha risposto con una lettera pubblica in cui ha attribuito il merito ai tecnici di base che avevano formato Wawrinka. Jannik Sinner lo aveva già sondato nel febbraio 2022, dopo la separazione da Riccardo Piatti, ma alla fine la scelta era ricaduta su Cahill. Ora, con l’uscita di scena dell’australiano, il nome di Norman è tornato in pole position per affiancare il tennista italiano e fornirgli nuove scintille motivazionali.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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