Borriello sulla Juve: “Neanche Conte basterebbe ora”

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Cronache sport calcio
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In vista della sfida di Marassi, l’ex attaccante di Genoa e Juventus, Marco Borriello, ha offerto una lucida analisi sulla complessa situazione del club bianconero. Dal suo punto di vista, la soluzione per tornare a vincere non risiede in un cambio di allenatore.

“Sono un grande estimatore di Antonio Conte, è un vincente e ho provato sulla mia pelle la sua forza”, ha affermato Borriello, che con il tecnico leccese ha vinto lo scudetto del 2012. “Tuttavia, non credo che Luciano Spalletti sia il problema e, di conseguenza, non penso che basterebbe Conte per permettere alla Juventus di tornare a primeggiare”. Per l’ex centravanti, entrambi sono allenatori fenomenali a livello tecnico-tattico, ma la sola guida tecnica non sarebbe risolutiva.

Il vero nodo, secondo Borriello, è di natura dirigenziale e ambientale. “Manca un presidente come Andrea Agnelli. Da fuori si percepisce la mancanza del suo calore, un dirigente sempre presente”, ha spiegato. Ha aggiunto che alla Juventus attuale manca “la magia, quella che fa allineare i pianeti e che si era creata nella stagione del nostro scudetto”. Un’alchimia che i giocatori avvertono e che ne influenza il rendimento. A riprova di ciò, ha citato le dichiarazioni di Bremer dopo una sconfitta, un episodio che a suo dire non sarebbe accaduto con la dirigenza formata da Agnelli e Marotta.

L’analisi si è poi concentrata sul mercato e sul reparto offensivo. Borriello ha sostenuto che alla Juventus serva un grande attaccante, “un colpo alla Higuain”, per competere ai massimi livelli. Ha promosso un potenziale arrivo di Victor Osimhen, che conosce già Spalletti e la Serie A. Si è invece mostrato poco convinto dalla coppia Woltemade-Kolo Muani. “Kolo ha qualità ma non ama l’area. Con Gasperini segnerebbe almeno 20 gol. Woltemade? È un lungagnone tecnico, ma prevedibile”.

L’intervista ha offerto spunti anche su altri allenatori. Borriello ha definito Daniele De Rossi “un predestinato”, elogiandone l’intelligenza e la competenza dimostrate sulla panchina del Genoa. “Se fossi il presidente del Genoa me lo terrei stretto”, ha dichiarato, consigliandogli anche di non curarsi di gossip e provocazioni. Ha inoltre speso parole positive per Gennaro Gattuso e la sua Lazio, definendo lui e De Rossi “esempi” per la loro infaticabile dedizione al calcio.

Infine, un ricordo della sua memorabile stagione al Genoa, culminata con 19 reti. “Mi vengono i brividi se penso al clima di Marassi, uno dei migliori stadi in cui giocare”, ha concluso. Ha previsto una partita difficile per la Juventus, che a Genova “dovrà combattere il doppio del solito”, perché lo stadio e la squadra di casa impongono una prestazione di grande carattere.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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