Secondigliano, faida per la droga tra due paranze emergenti: una ha la base alla Masseria Cardone nel bunker dei Licciardi, l’altra al rione don Guanella

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Pietro Izzo e Maria Licciardi
Pietro Izzo e Maria Licciardi
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NAPOLI – Le paranze emergenti stanno facendo il buono e cattivo tempo e mettono in crisi i vecchi clan nel quartiere di Secondigliano. Qui una faida sotterranea ma feroce sta opponendo due fazioni emergenti legate allo spaccio di stupefacenti. Entrambi i gruppi operano in maniera del tutto autonoma: da un lato una fazione che ha stabilito il quartier generale alla Masseria Cardone, storicamente bunker dei Licciardi, dall’altro una paranza radicata nel rione Don Guanella, anche questa un’area da sempre ricaduta nell’influenza dello stesso clan. I nuovi boss hanno tra i 25 e i 30 anni e si muovono in completa autonomia. Questo complica le cose. I giovani boss emergenti hanno dichiarato aperto lo scontro armato per il controllo delle piazze di spaccio, scatenando un clima di terrore che sta paralizzando l’intero quartiere.

Di fronte all’escalation, i vertici storici del clan Licciardi sono intervenuti direttamente nel tentativo di fermare le ostilità e ripristinare l’ordine, ma le loro mediazioni non hanno portato risultati concreti: i leader delle nuove leve non hanno fatto alcun passo indietro. La situazione è ormai esplosiva, con una tensione alle stelle che si respira ogni giorno tra i lotti e le palazzine popolari. A complicare irrimediabilmente il quadro è la matrice del gruppo del rione Don Guanella, composto da elementi legati a vecchi ras del cartello degli Scissionisti. Tra questi spicca la figura del figlio di uno storico esponente della scissione, simbolo di una nuova generazione criminale che si rifiuta categoricamente di riconoscere l’egemonia e l’autorità dei Licciardi.

Questo scontro generazionale e d’onore continua a generare costanti ed imprevedibili fibrillazioni nel cuore del territorio dei Licciardi. Servirà capire cosa accadrà nei prossimi giorni. Con la mediazione ormai tramontata e la sfida lanciata ai boss di un tempo, a Secondigliano l’equilibrio di potere si è spezzato del tutto e si teme che da un momento all’altro la situazione possa definitivamente precipitare. Non è tutto. A Secondigliano è alta tensione per la profonda riorganizzazione interna dei Licciardi, che hanno richiamato la vecchia guardia e nuove leve per espandersi sui territori limitrofi. Il clan ha avviato una manovra d’assedio per bloccare le piazze di spaccio della Vanella Grassi nel rione Berlingieri, scatenando una feroce guerra per il controllo dell’area nord.

Poco tempo fa il clima rovente è culminato in una stesa con dieci colpi d’arma da fuoco in via delle Dolomiti, esplosa tra la folla durante la Notte Bianca. Gli investigatori temono un imminente ritorno alle ostilità armate, alimentato anche da recenti scarcerazioni eccellenti all’interno della cosca. L’escalation criminale conferma le mire espansionistiche del clan della Masseria Cardone, deciso a riconquistare il monopolio assoluto del traffico di stupefacenti.

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