La Commissione Europea e il governo indiano hanno siglato un’intesa commerciale di portata storica. L’annuncio è arrivato direttamente da Nuova Delhi, dove la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha incontrato il Primo Ministro Narendra Modi per definire i dettagli di quello che è stato definito “la madre di tutti gli accordi commerciali”.
L’intesa prevede l’eliminazione o la drastica riduzione dei dazi doganali sul 96,6% delle merci esportate dall’Unione Europea verso il subcontinente indiano. Questo patto aprirà le porte di un mercato da due miliardi di persone, con un risparmio stimato per le imprese europee di circa 4 miliardi di euro ogni anno. L’accordo mira a raddoppiare le esportazioni di beni dell’UE verso l’India entro il 2032.
Il cuore della strategia, con un forte impatto sulla transizione ecologica, riguarda il settore automobilistico. L’accordo stabilisce una quota annuale di esportazione di 250.000 veicoli, di cui ben 90.000 saranno modelli completamente elettrici. Questo passo è cruciale per promuovere la mobilità sostenibile in uno dei mercati più grandi al mondo. Per facilitare questo scambio, le tariffe doganali sulle automobili, storicamente proibitive, scenderanno progressivamente dal 110% fino al 10% nell’arco di dieci anni.
L’impegno verso un’industria più verde si estende anche alla componentistica. I dazi sui componenti auto verranno completamente aboliti entro un periodo compreso tra i cinque e i dieci anni, mentre per le auto inviate in kit di assemblaggio (CKD) il dazio passerà dal 16,5% all’8,25% per una quota di 75.000 unità.
L’intesa porterà benefici anche ad altri settori strategici. I dazi su macchinari, prodotti chimici e farmaceutici saranno in gran parte eliminati, offrendo nuove opportunità all’industria europea. Anche il comparto agroalimentare vedrà una riduzione sostanziale delle barriere: le tariffe sui vini, ad esempio, caleranno dal 150% fino al 20%, mentre quelle sull’olio d’oliva saranno azzerate in cinque anni. Per tutelare le produzioni locali, alcuni settori agricoli sensibili come carne bovina, pollo, riso e zucchero resteranno protetti.
In cambio di queste aperture, l’India ha ottenuto un vantaggio strategico nel settore siderurgico. Il paese asiatico potrà esportare verso l’Europa 1,6 milioni di tonnellate di acciaio all’anno senza essere soggetta a dazi.
L’accordo non si limita agli scambi commerciali. Per la prima volta, è stato incluso un pilastro dedicato alla difesa e alla sicurezza. La cooperazione si estenderà alla sicurezza marittima nell’Indo-Pacifico, alla lotta al terrorismo e alla difesa informatica, con l’obiettivo di ridurre le dipendenze strategiche da attori terzi e rafforzare un asse geopolitico tra due partner affidabili.
L’iter di approvazione non è ancora concluso. Il testo dovrà superare la revisione legale e le traduzioni, per poi essere approvato dal Consiglio UE e dal Parlamento Europeo. Tuttavia, il processo sarà accelerato poiché non è richiesta la ratifica da parte dei singoli parlamenti nazionali. L’entrata in vigore dell’accordo è prevista entro la fine del 2026.




















