Il settore europeo dei sistemi di accumulo a batterie ha inaugurato una nuova fase di crescita e maturità. Nel corso del 2025 sono stati installati ben 27,1 GWh di nuova capacità e, per la prima volta, gli impianti su scala industriale hanno superato per volume quelli residenziali e commerciali, segnando un’importante evoluzione del mercato.
In questo scenario, la polarizzazione geografica rimane alta, sebbene in calo: il 63% delle nuove installazioni si è concentrato in soli cinque Paesi. L’Italia si è distinta, confermandosi come secondo mercato continentale dopo la Germania, con 4,9 GWh di nuova capacità installata nel 2025. Per il 2026 si attende un’ulteriore espansione, guidata dalla crescente necessità di garantire flessibilità e sicurezza alla rete elettrica. Cinque macro-trend principali stanno definendo questa trasformazione.
Il primo riguarda la ristrutturazione della catena di approvvigionamento. Per soddisfare i requisiti di contenuto locale, molti produttori cinesi stanno spostando gli investimenti fuori dai confini nazionali, con nuove fabbriche in Germania, Ungheria e Polonia. Tuttavia, gli analisti prevedono che le carenze nella fornitura di sistemi di accumulo, emerse a fine 2025, potrebbero persistere fino a metà 2026.
Il secondo trend è la regolamentazione del “grid-forming”, una tecnologia che consente agli inverter di creare attivamente una tensione stabile. Nel 2026 passerà da soluzione di nicchia a requisito commerciale obbligatorio. La Commissione Europea dovrebbe formalizzare i criteri tecnici, spingendo i produttori a integrare queste funzionalità come standard e aprendo la strada a nuovi modelli di business per il supporto alla rete.
La terza tendenza chiave è l’adozione di nuove chimiche. La produzione europea si sta orientando verso le batterie al Litio-Ferro-Fosfato (LFP), preferite per lo stoccaggio stazionario grazie a costi inferiori e maggiore sicurezza. Parallelamente, si affermeranno tecnologie alternative come le batterie agli ioni di sodio, che possono usare le stesse linee produttive di quelle al litio, e i sistemi a flusso o ferro-aria.
Un quarto fattore determinante sarà l’espansione dei sistemi ibridi, che abbinano l’accumulo alle fonti rinnovabili. Questa soluzione, nota come “co-location”, diventerà la norma per mitigare la volatilità dei prezzi dell’energia e ottimizzare la capacità di connessione esistente. Si prevede inoltre un aumento della durata media dello stoccaggio, che si estenderà progressivamente verso le 6-8 ore.
Infine, il quinto trend è l’impiego di software di gestione basati sull’intelligenza artificiale. Con l’aumento della complessità dei sistemi su larga scala, l’IA diventerà indispensabile per ottimizzare i flussi energetici, sfruttare la volatilità dei mercati e gestire la partecipazione simultanea a più servizi di rete. Questo permetterà anche di valorizzare l’accumulo distribuito come risorsa flessibile.



















