Acqua contaminata: il rischio Helicobacter pylori

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Contaminazione idrica
Contaminazione idrica

L’Helicobacter pylori è un batterio che colonizza la mucosa dello stomaco umano. Può rimanere silente per anni senza causare alcun disturbo, ma la sua attivazione può avere conseguenze serie per la salute gastrica.

Quando diventa aggressivo, questo microrganismo è in grado di provocare una gastrite acuta. Se non trattata, l’infiammazione può evolvere in un’ulcera peptica e, in alcuni casi, innescare alterazioni cellulari che aumentano il rischio di sviluppare un tumore allo stomaco.

La principale via di trasmissione dell’infezione è oro-fecale. Il batterio si diffonde prevalentemente attraverso il consumo di acqua o cibi contaminati. La scarsa igiene ambientale e la mancanza di accesso a fonti idriche sicure sono quindi fattori di rischio determinanti.

Il contagio può avvenire anche per contatto diretto, tramite la saliva o la condivisione di oggetti personali in contesti familiari. L’infezione viene spesso contratta durante l’infanzia, specialmente in contesti abitativi con condizioni igienico-sanitarie precarie.

I sintomi che possono indicare la presenza di un’infezione attiva includono diversi disturbi a carico dell’apparato digerente. I più comuni sono un bruciore persistente o un dolore localizzato nella parte alta dell’addome, spesso avvertito a stomaco vuoto o durante la notte.

Possono manifestarsi anche nausea, vomito, sensazione di gonfiore addominale e una perdita di appetito inspiegabile. Un altro segnale caratteristico è la sazietà precoce, ovvero la sensazione di essere pieni dopo aver mangiato solo una piccola quantità di cibo. Nei casi più gravi, l’infezione può portare ad anemia e a sanguinamenti, riconoscibili da feci scure o vomito con aspetto simile a fondi di caffè.

Per diagnosticare l’infezione esistono diversi test. Tra i metodi non invasivi, il più comune è l’Urea Breath Test (test del respiro). Un’altra opzione è la ricerca dell’antigene specifico nelle feci. Il metodo invasivo consiste invece in una gastroscopia con biopsia, per analizzare un campione di tessuto gastrico.

La prevenzione si basa su rigorose norme igieniche personali e sulla sicurezza di ciò che si consuma. È fondamentale lavare accuratamente le mani con acqua e sapone prima di mangiare e cucinare e dopo aver usato i servizi igienici.

La sicurezza idrica è un altro pilastro: bere esclusivamente acqua potabile certificata è essenziale. Quando si viaggia in paesi con standard igienici non ottimali, è consigliabile consumare solo bevande in bottiglia ed evitare il ghiaccio. Per quanto riguarda gli alimenti, è importante lavare bene frutta e verdura, cuocere adeguatamente carne e pesce ed evitare cibi crudi di dubbia provenienza.

L’eradicazione del batterio avviene tramite una terapia farmacologica combinata. Il trattamento standard prevede l’assunzione di più antibiotici per 7-14 giorni, associati a un farmaco che riduce l’acidità gastrica e favorisce la guarigione della mucosa. Lo schema terapeutico viene personalizzato dal medico.

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