Agricoltura in Umbria: così il pisello aiuta il clima

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Agricoltura sostenibile
Agricoltura sostenibile

È stato presentato a Perugia il progetto ‘Legumi per il Futuro’, un’ambiziosa iniziativa della Regione Umbria per valorizzare le colture autoctone e contribuire attivamente alla lotta contro il cambiamento climatico. Al centro del programma c’è il recupero di antiche varietà di piselli, legumi dalle straordinarie proprietà agronomiche e nutrizionali, che rischiavano di scomparire a causa dell’agricoltura intensiva.

La scelta di puntare sui piselli non è casuale. Come spiegato dalla dottoressa agronoma Sofia Mancini, coordinatrice scientifica del progetto, i legumi sono alleati preziosi per la salute del pianeta. ‘Queste piante hanno la capacità di fissare l’azoto atmosferico nel terreno, arricchendolo in modo naturale’, ha dichiarato Mancini. ‘Questo processo, noto come azotofissazione, riduce drasticamente la necessità di utilizzare fertilizzanti chimici di sintesi, la cui produzione è altamente energivora e responsabile di una quota significativa di emissioni di gas serra’.

Il programma ‘Legumi per il Futuro’ supporterà concretamente gli agricoltori locali che decideranno di aderire. Sono stati stanziati fondi per l’acquisto di sementi certificate di varietà tradizionali, come il ‘Pisello del Trasimeno’ e la ‘Roveja di Cascia’, e per la formazione su tecniche di coltivazione biologica e a basso consumo idrico.

L’obiettivo è creare una filiera corta e virtuosa, che colleghi direttamente i produttori ai consumatori, ai ristoranti e ai gruppi di acquisto solidale. Incentivare la produzione locale avrà un impatto diretto sulla riduzione dell’impronta carbonica del settore alimentare. Meno chilometri percorsi dal cibo significano meno emissioni derivanti dai trasporti, uno dei fattori più critici nella catena del valore.

‘Ogni chilo di piselli coltivati e consumati in Umbria, invece che importati dall’estero, è una piccola vittoria per l’ambiente’, ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura. Questa strategia mira a rafforzare la sovranità alimentare del territorio e risponde a una crescente consapevolezza da parte dei consumatori, sempre più attenti all’origine del cibo e all’impatto delle proprie scelte.

La riscoperta di questi legumi antichi offre l’opportunità di portare in tavola prodotti non solo sostenibili, ma anche ricchi di sapore e storia, perfetti per una cucina moderna e vegetale. Si tratta di un ritorno alle origini che guarda al futuro, combinando tradizione e innovazione per un benessere che unisce la persona e il pianeta. Il progetto, della durata triennale, prevede un monitoraggio costante dei risultati, sia in termini di ettari coltivati che di riduzione delle emissioni. In futuro, si valuterà l’estensione del modello ad altre colture strategiche, come lenticchie e ceci, per trasformare l’Umbria in un laboratorio di agricoltura sostenibile.

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