Allegri, partenza shock: è il peggior Napoli dal 2001

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Cronache sport calcio
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Cinque sconfitte nelle prime nove partite stagionali hanno segnato un avvio difficile per il Napoli di Massimiliano Allegri, alle prese con un’identità tattica ancora incerta e una rosa indebolita dagli infortuni. La sconfitta contro il Venezia, ultima in classifica, ha rappresentato l’apice della crisi, innescando la contestazione dei tifosi.

Contro i lagunari, i numeri hanno raccontato una storia ambigua. Il Napoli ha prodotto dati offensivi importanti, con un possesso palla del 71%, 29 tiri e un valore di Expected Goals (xG) di 2,36. Tuttavia, la squadra è andata all’intervallo senza aver mai tirato in porta, un dato allarmante che si era già verificato in altre partite.

Questa partenza è la terza peggiore dell’era De Laurentiis. Per trovare un avvio più negativo bisogna risalire alla stagione 2009/2010 con Roberto Donadoni, quando la squadra raccolse solo 7 punti. L’attuale bottino è identico a quello del Napoli di Edy Reja nel 2007/2008, un’epoca sportiva molto diversa.

Per ritrovare cinque sconfitte nelle prime nove gare, invece, la memoria deve tornare al 2001/2002, con Gigi De Canio in panchina e la squadra che militava in Serie B. Un paragone pesante per un club che ha vinto due scudetti e una Supercoppa negli ultimi tre anni.

A complicare il lavoro di Allegri hanno contribuito la confusione tattica e una lunga serie di infortuni. Il tecnico non ha ancora trovato un undici titolare di riferimento, alternando la difesa a quattro con quella a tre, e non ha mai potuto schierare la stessa formazione per due partite consecutive.

L’infermeria è stata affollata fin dal ritiro estivo, con assenze pesanti come quella del difensore Alessandro Buongiorno, oltre a quelle di Anguissa, David Neres e altri elementi chiave della rosa. Questa emergenza ha costretto l’allenatore a una continua rotazione, facendo di necessità virtù.

Il confronto con il suo predecessore, Antonio Conte, è diventato inevitabile, alimentato anche dai tifosi sui social. Sebbene il contesto economico e di mercato sia stato differente, alcuni dati statistici offrono spunti di analisi.

Con Allegri, la fase difensiva è apparsa più vulnerabile: l’xG subito è peggiorato, passando da 1,15 a 1,74 a partita, così come i tiri concessi agli avversari. I gol subiti sono rimasti sostanzialmente stabili. In compenso, la produzione offensiva è migliorata, con un xG creato di 2,24 contro l’1,52 della scorsa stagione.

I risultati altalenanti sono legati anche al rendimento deludente di alcuni singoli. Rasmus Hojlund, atteso come potenziale fuoriclasse, ha segnato finora solo due reti. Anche il tentativo di recuperare Lorenzo Lucca non ha dato i frutti sperati, attirando ulteriori critiche.

La sconfitta di Venezia ha dato il via a una forte contestazione sui social, dove l’hashtag #allegriout è diventato virale. I tifosi, tuttavia, non hanno puntato il dito solo contro l’allenatore: nel mirino sono finiti anche il presidente De Laurentiis e la dirigenza, ritenuti corresponsabili della difficile situazione di classifica.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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