Allevamenti in gabbia: udienza UE contro la Commissione

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Basta gabbie
Basta gabbie

La Corte di giustizia dell’Unione europea a Lussemburgo ha fissato un’udienza per il ricorso presentato contro la Commissione europea in merito agli allevamenti in gabbia. A portare le proprie ragioni in aula sarà il comitato di cittadini promotore dell’iniziativa “End the Cage Age”, affiancato da diverse associazioni per il benessere animale.

L’azione legale nasce dalla mancata promessa dell’esecutivo UE. Nel 2021, in risposta all’omonima Iniziativa dei cittadini europei (ICE) che aveva raccolto 1,4 milioni di firme, la Commissione si era impegnata a presentare una proposta legislativa per vietare le gabbie entro la fine del 2023. Tale impegno, tuttavia, non è stato mantenuto.

Il ricorso, presentato nel marzo 2024, rappresenta un caso storico: è la prima volta che la Commissione europea viene chiamata in giudizio per la sua inazione a seguito di un’ICE di successo. Importanti organizzazioni come Animal Equality e LAV sono state ammesse a intervenire formalmente nel procedimento, sostenendo la causa dei promotori.

La richiesta dei ricorrenti è chiara e duplice. In primo luogo, esigono che la Commissione onori il suo impegno presentando una tempistica ragionevole e definita per la proposta di legge. In secondo luogo, chiedono di poter accedere al fascicolo completo relativo all’iniziativa “End the Cage Age”.

“Questa udienza è la nostra occasione per spiegare come l’inazione della Commissione stia prolungando la sofferenza di milioni di animali, mettendo al contempo a rischio la democrazia partecipativa”, ha commentato Annamaria Pisapia, portavoce del comitato. La coalizione sottolinea che 300 milioni di animali continuano ad aspettare in gabbia, così come gli 1,4 milioni di cittadini che hanno firmato per difenderli.

Il sostegno pubblico a questa causa è schiacciante: l’89% dei cittadini dell’UE (con una punta del 91% in Italia) ritiene che gli animali non debbano essere allevati in gabbie individuali. Nonostante ciò, oltre 300 milioni di suini, galline, conigli, vitelli e altre specie soffrono ancora in spazi ristretti e spogli in tutta l’Unione, impossibilitati a esprimere i loro comportamenti naturali più basilari.

L’udienza rappresenta dunque un passo fondamentale per la tutela degli animali e per la difesa di uno strumento democratico cruciale. Come conclude la coalizione, “gli animali hanno aspettato troppo” ed è urgente che la Commissione europea mantenga la parola data.

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