Rúben Amorim si è mostrato in controllo dopo la netta vittoria del Milan per 3-0 contro il Lecce. L’allenatore portoghese ha analizzato la prestazione della sua squadra, misurando con attenzione le parole e mostrando soddisfazione per il risultato e per il gioco espresso.
“È stata una bella vittoria. I movimenti, soprattutto l’attacco alla profondità, mi sono piaciuti”, ha dichiarato il tecnico. Questo aspetto ha rappresentato il tema tattico principale della partita: il Milan ha cercato con insistenza di aggredire la linea difensiva avversaria, a differenza di recenti uscite contro Lazio e Benfica, dove il gioco si era sviluppato prevalentemente per vie centrali. Il primo gol di Pulisic è nato proprio da questa impostazione, con un lancio a scavalcare la difesa e uno scatto ad attaccare lo spazio.
Durante l’analisi post-partita, è emersa una statistica significativa: nessun allenatore del Milan dai tempi di Liedholm aveva iniziato la stagione con tre vittorie e due pareggi nelle prime cinque partite. Di fronte al paragone con figure come Arrigo Sacchi e Fabio Capello, Amorim ha mantenuto un profilo basso. “Sono altri tempi, ma stiamo migliorando”, ha commentato con un sorriso, sottolineando la necessità di contestualizzare i dati storici.
Il tecnico ha poi spiegato le sue scelte, rivelando di aver concesso maggiore libertà ai suoi giocatori. “Nelle ultime partite eravamo un po’ troppo statici, bloccati”, ha ammesso. Un’importante variante tattica ha riguardato la difesa, con Gila schierato quasi come terzino in una linea a quattro. “Non posso rifare i miei errori di Manchester, se non abbiamo le caratteristiche per giocare in un certo modo ci dobbiamo adattare”, ha proseguito Amorim, dimostrando flessibilità.
Un commento ha riguardato anche la gestione di Modric, considerato un elemento cruciale per il palleggio della squadra. “Con Modric dobbiamo avere la palla per molto tempo, ma lui è pronto a giocare ogni gara in cui ci serve”, ha spiegato l’allenatore. Ha precisato che il suo impiego è ideale in partite di possesso, mentre potrebbe essere diverso in contesti basati sulle transizioni. Ha colpito, invece, l’assenza dal campo di Jashari, rimasto in panchina per tutta la durata del match.
Infine, Amorim ha offerto una riflessione sulla classifica. Nonostante la posizione a soli due punti dalla vetta, il tecnico ritiene che la squadra avrebbe potuto avere un bottino ancora maggiore. “Dobbiamo essere equilibrati nei giudizi, ma meritavamo più punti. Con la Lazio abbiamo fatto meglio e con la Juve abbiamo subito gol alla fine”, ha concluso, lasciando intendere la grande ambizione del suo gruppo.




