Andrey Rublev, nuovo inizio con i bambini di Almaty

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Sport tennis
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Per anni Andrey Rublev ha sfogato la sua rabbia sul campo, accanendosi contro se stesso con gesti che hanno mostrato un profondo disagio. Di recente, il tennista ha iniziato un percorso per ritrovare il sorriso e la serenità. Lo ha fatto anche ad Almaty, in Kazakistan, giocando con alcuni bambini autistici in un incontro speciale organizzato alla vigilia del torneo Atp 250.

L’evento ha raccontato un lato diverso del giocatore russo, un uomo che, dopo aver combattuto a lungo con i propri demoni, sta cercando di ritrovare se stesso e il tennis che lo aveva portato tra i migliori del mondo. La classifica attuale descrive una fase complessa della sua carriera: Rublev è scivolato al numero 22 del ranking, uscendo dalla top 20 per la prima volta dal gennaio 2020. Un arretramento significativo per un atleta che aveva chiuso cinque stagioni consecutive tra i primi dieci.

“Non è facile abbandonare qualcosa che conosci da tutta la vita, soprattutto se è ciò che ti ha portato al numero 5 del mondo, per provare qualcosa di diverso di cui ancora non ti fidi”, ha raccontato Rublev. “Sto cercando di cambiare, dentro e fuori dal campo, anche mentalmente. Voglio modificare abitudini che mi hanno già portato al massimo”. È una scommessa che il tennista ha deciso di accettare senza rimpianti. “Forse la seconda parte della mia carriera sarà migliore della prima, oppure no. Ma almeno saprò di essermi dato una possibilità”.

Ad Almaty, Rublev ha incontrato dieci bambini del centro per l’autismo Asyl Miras, partecipando a esercizi con palline, racchette e giochi organizzati dagli specialisti del centro insieme alla Federazione tennis kazaka. Le attività sono state adattate per permettere a ciascuno di avvicinarsi allo sport in un ambiente sereno. “È stata una bellissima esperienza. I bambini ti insegnano tantissimo”, ha commentato Rublev. “Mia madre è un’allenatrice di tennis, quindi sono cresciuto sui campi. Ogni iniziativa benefica ha un valore enorme”.

L’incontro si inserisce nel programma della Fondazione Bulat Utemuratov, una delle principali realtà filantropiche del Kazakistan. La Fondazione gestisce 13 centri per l’autismo in 12 città, offrendo servizi gratuiti di assistenza e sostegno. Dal 2015, ha aiutato oltre 17.500 bambini e ha investito più di 250 milioni di dollari in progetti sociali.

“Per noi è importante che i bambini con disturbi dello spettro autistico partecipino a tutti gli aspetti della vita, compreso lo sport”, ha spiegato Ainur Karbozova, amministratrice delegata della Fondazione. Il legame tra la Fondazione e il tennis è consolidato: in passato i suoi centri hanno accolto campioni come Djokovic, Alcaraz e Medvedev. Questa volta è toccato a Rublev, che al termine dell’incontro ha regalato ai bambini alcune racchette per continuare a giocare.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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