Il progetto Ocean Census, un’iniziativa lanciata nel 2023 dall’organizzazione non governativa inglese Nekton e dalla Nippon Foundation di Tokyo, si prefigge l’obiettivo di catalogare le forme di vita acquatica ancora ignote. La missione si concentra su aree degli oceani globali finora poco esplorate, cercando di ampliare la nostra conoscenza della biodiversità sottomarina.
Dalla sua istituzione, l’iniziativa ha già portato a termine cinque spedizioni scientifiche. L’ultima, condotta tra febbraio e marzo 2024 attorno alle remote isole South Sandwich, nel Mare Antartico, ha iniziato a fornire risultati straordinari. I ricercatori hanno annunciato l’identificazione di circa 30 creature mai viste prima, emerse dall’analisi preliminare dei campioni raccolti.
Tra i ritrovamenti più singolari spicca una spugna appartenente al genere Chondrocladia, soprannominata “spugna palla da ping pong” per il suo aspetto peculiare. Nonostante l’apparenza innocua, si tratta di un predatore carnivoro. La sua superficie è ricoperta da minuscoli uncini che le permettono di catturare piccoli crostacei e altre prede che transitano nelle sue vicinanze.
Il Mare Antartico, conosciuto anche come Oceano Meridionale, rappresenta uno degli ambienti marini meno studiati del pianeta. Proprio per questo motivo è stato scelto come teatro di questa importante spedizione. Le operazioni si sono avvalse del sottomarino a comando remoto “SuBastian”, un veicolo capace di raggiungere profondità estreme.
Il “SuBastian” si è immerso fino a quasi 4.000 metri sotto la superficie del mare. Nell’arco di un mese di intense attività, ha raccolto circa 2.000 campioni biologici appartenenti a 14 diversi gruppi animali, fornendo un patrimonio di dati di inestimabile valore per la comunità scientifica.
Le scoperte non si limitano alle spugne. La documentazione fotografica e video della spedizione mostra altre creature affascinanti, come un verme dai riflessi iridescenti e nuove tipologie di stelle marine. Inoltre, il sottomarino è riuscito a filmare per la prima volta un esemplare giovane di calamaro colossale, una delle creature più elusive degli abissi. L’esplorazione ha anche permesso di identificare un intero ecosistema che prospera sotto un ghiacciaio.
Secondo gli scienziati del progetto Ocean Census, questi risultati rappresentano solo l’inizio. Le circa 30 specie identificate provengono dall’analisi del primo 30% dei campioni raccolti. Il restante 70% del materiale biologico è ancora in fase di studio e potrebbe riservare altrettante sorprese, arricchendo ulteriormente il catalogo della vita sulla Terra. Per chi desidera seguire gli sviluppi, il sito web dell’iniziativa offre un database ad accesso libero che documenta tutti i ritrovamenti.























