Antitrust: liberalizzare i farmaci non essenziali

58
Monopolio farmaceutico
Monopolio farmaceutico

I farmaci di fascia C, ovvero quelli non considerati “essenziali” e il cui costo è interamente a carico dei cittadini, costituiscono un mercato di vasta portata. Secondo il Rapporto Osmed, si tratta di circa 3.800 prodotti per una spesa complessiva che supera i 7 miliardi di euro annui, rappresentando così quasi il 20% dell’intero settore farmaceutico nazionale.

Nel gennaio 2025, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) ha inviato una segnalazione formale a Governo e Parlamento per riformare questo sistema. L’Antitrust ha definito l’attuale modello di vendita un “ingiustificato svantaggio concorrenziale” che danneggia sia le parafarmacie, escluse dalla vendita di questi prodotti, sia i cittadini.

Il problema principale, secondo l’Autorità, risiede nel monopolio di fatto detenuto dalla rete delle farmacie tradizionali. La mancanza di concorrenza impedisce infatti una naturale flessione dei costi, con un conseguente danno economico per gli acquirenti. Si tratta di una battaglia per la liberalizzazione che dura da anni, ma mai prima d’ora un organo istituzionale indipendente si era espresso in modo così netto.

L’Antitrust ha anche smontato la principale obiezione sollevata da chi si oppone all’apertura: la presunta minaccia alla sicurezza. Nelle sue segnalazioni, l’Autorità ha chiarito che tale preoccupazione è priva di fondamento, poiché anche le parafarmacie sono obbligate per legge a garantire la presenza costante di un farmacista abilitato alla professione.

Per stimolare la competizione, l’Antitrust ha avanzato proposte concrete. Ha chiesto di consentire a farmacie e, in futuro, a parafarmacie di applicare sconti più flessibili sulle tariffe al pubblico dei medicinali di fascia C e delle preparazioni galeniche. Tra gli strumenti suggeriti figurano l’introduzione di tessere fedeltà, sistemi di cashback e altre forme di premialità per i clienti.

L’impatto economico di una simile riforma sarebbe significativo per le famiglie italiane. In base alle stime elaborate dalle associazioni di categoria e dagli stessi uffici dell’Antitrust, la liberalizzazione dei prodotti di fascia C con obbligo di ricetta potrebbe generare un risparmio medio annuo stimato tra i 50 e i 60 euro per ogni nucleo familiare.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome