Il commercio itinerante ha trovato una nuova vita in Italia grazie a un’icona del design nazionale: l’Ape Car. Questi piccoli veicoli a tre ruote sono stati trasformati in negozi mobili, portando prodotti di ogni genere, dal cibo a chilometro zero all’abbigliamento, nei borghi e nelle piazze delle grandi città.
Negli ultimi cinque anni, la Federazione venditori ambulanti ha registrato la nascita di ben 22.000 nuovi punti vendita su ruote. Si tratta di un fenomeno in forte crescita, specialmente nel Sud Italia, guidato in quasi il 50% dei casi da donne e cittadini stranieri che hanno visto in questo modello un’opportunità di business flessibile.
Il successo di questa formula risiede nei costi di avvio contenuti e in una burocrazia più snella rispetto a un negozio tradizionale. Con un investimento iniziale che può variare dai 5.000 ai 20.000 euro, a seconda dell’allestimento, è possibile avviare la propria attività. Il percorso prevede l’apertura di una partita IVA, l’iscrizione alla Camera di Commercio e agli enti previdenziali, e l’ottenimento di una licenza per il commercio ambulante dal proprio Comune.
Esistono principalmente due tipi di autorizzazione: la licenza di Tipo A, che garantisce un posteggio fisso in mercati o fiere, e quella di Tipo B, che permette il commercio in forma puramente itinerante, la scelta più comune per chi opera con un’Ape Car. Esistono anche reti in franchising, come Moving Shop, che offrono un format “chiavi in mano”.
Questa rivoluzione commerciale sta guardando con sempre maggiore interesse alla sostenibilità ambientale. L’ispirazione arriva da città come New York, dove già circolano 500 carretti per lo street food dotati di tecnologie a basso impatto. Questi veicoli, alimentati da pannelli solari e generatori ibridi o elettrici, hanno ridotto le emissioni di gas serra del 60% e l’inquinamento da smog del 95%.
Questo modello green rappresenta il futuro anche per il commercio mobile in Italia. L’adozione di veicoli elettrici o ibridi e l’uso di energie rinnovabili permetteranno di trasformare le Ape Car non solo in un motore economico per le comunità locali, ma anche in un esempio di sviluppo urbano sostenibile, riducendo l’impronta ecologica delle attività commerciali.
La versatilità di questi mezzi è dimostrata da storie di successo in tutto il Paese. A Noto, in Sicilia, Corrado Rizza ha convertito la sua Ape in un “calessino” per offrire tour turistici, mentre a Matera un servizio simile accompagna i visitatori alla scoperta dei Sassi. A Treviso, invece, Valentina Marchese ha lanciato “Ape Flower”, un fioraio mobile che offre anche servizi di allestimento per eventi.



















