È stato presentato ufficialmente il vasto progetto di riforestazione che interesserà i crinali dell’Appennino tosco-emiliano. L’intervento prevede la messa a dimora di 50.000 nuove piante con il duplice obiettivo di contrastare il dissesto idrogeologico, un problema sempre più pressante per il territorio, e di incrementare la biodiversità locale.
Le aree individuate per l’impianto sono state scelte a seguito di un’attenta analisi geologica, poiché caratterizzate da un’elevata fragilità e da fenomeni erosivi ricorrenti. Negli ultimi decenni, l’abbandono delle pratiche agricole montane e gli eventi meteorologici estremi hanno accelerato il degrado del suolo, aumentando il rischio di frane e smottamenti a valle.
Il piano, che si svilupperà nell’arco dei prossimi tre anni, utilizzerà esclusivamente specie arboree e arbustive autoctone. Saranno piantati principalmente faggi, querce, carpini e castagni, piante che hanno dimostrato una notevole capacità di consolidare i terreni in pendenza grazie ai loro apparati radicali profondi. Questa scelta garantirà inoltre un perfetto inserimento nel paesaggio e nell’ecosistema esistente.
L’iniziativa è il risultato di una sinergia virtuosa tra un consorzio di comuni montani, le principali associazioni ambientaliste nazionali e un gruppo di aziende private sensibili alle tematiche ecologiche. Il finanziamento è stato assicurato per il 60% da fondi regionali destinati alla prevenzione dei rischi naturali, mentre il restante 40% proviene da donazioni e sponsorizzazioni di imprese del territorio.
Un aspetto fondamentale del progetto sarà il coinvolgimento attivo della cittadinanza. Sono state programmate diverse “giornate della piantumazione” aperte a volontari e famiglie, con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità sull’importanza della tutela del patrimonio boschivo. Saranno inoltre attivati percorsi didattici con le scuole locali, per educare le nuove generazioni al rispetto dell’ambiente.
Oltre a fornire una protezione concreta contro le calamità naturali, il nuovo bosco rappresenterà un prezioso “polmone verde”. Si stima che, una volta a regime, la foresta sarà in grado di assorbire migliaia di tonnellate di anidride carbonica all’anno, contribuendo alla lotta contro il cambiamento climatico. Il progetto mira anche a creare nuove opportunità per un turismo sostenibile, con la tracciatura di sentieri e aree didattiche all’interno della zona rimboschita.



















