Arese: due gatti aiutano gli anziani di una Rsa

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Terapia felina
Terapia felina

Due nuovi ospiti hanno trasformato l’ambiente della Residenza per anziani Gallazzi Vismara di Arese, in provincia di Milano. Si chiamano Molly e Leo, hanno rispettivamente otto e cinque anni e non sono operatori sanitari, ma due gatti domestici. La loro introduzione è parte di un progetto sperimentale mirato a migliorare la qualità della vita all’interno della struttura, creando un’atmosfera più familiare e stimolante.

L’iniziativa è stata pensata per affiancare il lavoro di educatori e personale specializzato, in particolare nei reparti che accolgono persone affette da demenza senile e Alzheimer. L’obiettivo era verificare se la presenza costante di animali potesse avere un impatto positivo sul benessere psicofisico dei degenti. I risultati hanno superato le aspettative: Molly e Leo sono diventati in breve tempo punti di riferimento affettivi per tutti.

I benefici si sono manifestati quasi subito. Gli operatori hanno osservato un generale aumento della tranquillità tra i pazienti. Un episodio emblematico ha visto uno dei gatti accoccolarsi e dormire sul letto di un ospite dopo appena tre giorni, un gesto che ha trasmesso un profondo senso di calma e sicurezza. In un altro caso significativo, un’anziana che da tempo si era chiusa in un profondo mutismo emotivo ha reagito con gesti affettuosi verso uno dei felini, riaprendo un canale comunicativo che sembrava perduto.

Questi momenti di interazione, anche i più semplici come una carezza o il suono delle fusa, hanno dimostrato di avere un potere terapeutico. Molti ospiti hanno ritrovato il sorriso e la voglia di parlare, non solo con gli animali ma anche tra di loro e con il personale. La presenza dei gatti ha agito come un catalizzatore di ricordi, spingendo le persone a rievocare episodi legati agli animali posseduti in passato e a condividere le proprie storie.

Questa pratica, nota come Intervento Assistito con gli Animali (IAA) o più comunemente “pet therapy”, si basa su solide evidenze scientifiche. Il contatto con un animale può stimolare il rilascio di ossitocina, l’ormone del benessere, e contemporaneamente ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress. Ciò si traduce in una diminuzione della pressione sanguigna, un rallentamento del battito cardiaco e una sensazione diffusa di relax.

Secondo i promotori del progetto, i risultati ottenuti ad Arese sono perfettamente in linea con quanto riportato dalla letteratura scientifica. La presenza di Molly e Leo non ha solo alleviato l’ansia e la solitudine, ma ha anche migliorato l’ambiente di vita e di lavoro per tutti. L’iniziativa rappresenta un passo avanti verso un modello di cura più olistico, che riconosce l’importanza della sfera emotiva e relazionale nel percorso di assistenza alla terza età.

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