Al termine della vittoria in Conference League contro il Pafos, il tecnico Maurizio Sarri ha analizzato la prestazione della sua squadra, non nascondendo la soddisfazione ma lanciando anche un duro atto d’accusa contro le istituzioni calcistiche. La squadra ha approcciato bene la partita e, a differenza di altre occasioni, ha creato un numero impressionante di occasioni da gol.
“Abbiamo scelto meglio quando verticalizzare e quando gestire il possesso”, ha spiegato l’allenatore. “Non abbiamo concesso quasi nulla ai nostri avversari, se non quella palla nel finale che ci è costata il gol. Mi dispiace per non aver mantenuto la porta inviolata”. Il divario tecnico tra le due formazioni è apparso evidente, ma Sarri ha sottolineato come questo non fosse scontato, ricordando la prestazione del Pafos contro la Fiorentina.
Il punto centrale del suo intervento ha riguardato però l’emergenza infortuni, un problema che affligge non solo la sua squadra ma l’intero sistema. “Bisognerebbe fare un esposto alla Lega, all’UEFA e alla FIFA”, ha dichiarato con forza. “Il numero di infortunati è troppo alto per tutti. Siamo sottoposti a un calendario assurdo con tutte le conseguenze del caso”.
Le parole del tecnico sono state un vero e proprio j’accuse, puntando il dito contro un sistema che sta portando i giocatori al limite. “Ho letto di diverse situazioni critiche in questi giorni di coppe europee, è un rischio che purtroppo si corre costantemente”. Un fattore aggravante, secondo l’allenatore, sono gli impegni con le Nazionali: “Scalvini si è fatto male appena rientrato e anche Raspadori è tornato acciaccato. Questo è il risultato del calendario”.
In questo contesto, Sarri ha espresso grande stupore per l’immobilismo di chi dovrebbe tutelare i protagonisti del gioco. “La grande meraviglia che mi fa è vedere che l’Associazione Calciatori non dice assolutamente niente su questa situazione”. Un silenzio che il tecnico ha ritenuto inaccettabile di fronte a un’emergenza così palese.
Nonostante le difficoltà, il lavoro a Bergamo procede con fiducia. “Qui è abbastanza facile lavorare, la società è un modello”, ha ammesso Sarri. “Non avevo mai incontrato una situazione di questo tipo”. Le sfide non mancano, soprattutto nel tentativo di assimilare un calcio diverso da quello praticato negli anni passati, ma la disponibilità del gruppo fa ben sperare. “I giocatori stanno crescendo e spero che abbiamo ancora ampi margini di miglioramento. Non so dove potremo arrivare nel primo anno, ma nel medio periodo ci siamo prefissati di puntare molto in alto”.





