L’allenatore Maurizio Sarri ha concesso una lunga intervista in cui ha analizzato lucidamente il momento della sua squadra, delineando la strada per il futuro e toccando i temi cruciali della stagione. Il tecnico ha espresso le sue convinzioni sul valore della rosa e ha chiarito le aspettative che nutre verso alcuni giocatori chiave, senza nascondere un certo rammarico per i risultati finora ottenuti.
“Sono convinto che questa Atalanta abbia un organico competitivo, che vale la lotta per la zona Europa”, ha dichiarato Sarri. Ha però subito aggiunto una nota critica: “Finora non abbiamo dimostrato di meritarla, e questo è il mio grande rammarico”. Per invertire la rotta, il focus si sposterà con decisione sulle coppe. “Conference League e Coppa Italia per noi sono due obiettivi seri, non lasceremo nulla al caso”. Queste competizioni rappresenteranno banchi di prova fondamentali per la stagione.
Un pensiero speciale è stato rivolto ai tifosi bergamaschi. “Bergamo e l’ambiente sono quello che immaginavo da fuori, i tifosi sono fantastici. Mi spiace non averli ancora ripagati con uno spettacolo adeguato”. Per farlo, la via è chiara e passa attraverso la sua idea di calcio. “Il mio compito è portare la squadra agli ultimi 25 metri, il compito dei giocatori è decidere le partite lì”. Una divisione di responsabilità che mira a esaltare la creatività dei singoli.
Parlando dei singoli, ha usato una metafora potente per descrivere ciò che si aspetta da Emile Rowe. “Da lui, oltre all’aiuto difensivo, mi aspetto che giochi da cavallo imbizzarrito là davanti”. L’idea è quella di un giocatore disciplinato tatticamente, ma capace di scatenare tutta la sua energia e imprevedibilità una volta superata la metà campo, diventando una spina nel fianco per le difese avversarie.
Un altro giocatore al centro del progetto è Giorgio Scalvini, per il quale è previsto un percorso di crescita specifico. “È un giocatore ‘di lettura’, più abile sul piano tecnico che su quello dell’aggressività”. Secondo il suo allenatore, questa caratteristica lo rende particolarmente adatto al nuovo sistema di gioco. “Deve diventare un leader emotivo di questa squadra”.
La gestione del gruppo, specialmente del reparto offensivo, seguirà un principio ferreo. Riguardo alla gerarchia degli attaccanti ha chiarito che ogni valutazione sarà fatta per il bene collettivo. “Dovrò decidere sempre anteponendo l’interesse e la crescita dell’Atalanta come squadra a quella dei singoli”. Infine, Sarri ha sottolineato che il miglioramento passerà attraverso le sfide di alto livello: “Gli impegni internazionali e infrasettimanali ci faranno crescere. Non giocheremo mai amichevoli, siamo l’Atalanta”.






