Australia: maglioni per proteggere i pinguini

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Maglioni solidali
Maglioni solidali

La Penguin Foundation di Phillip Island, in Australia, ha promosso un’iniziativa globale per la salvaguardia dei pinguini minori blu, la specie di pinguino più piccola al mondo e particolarmente vulnerabile all’inquinamento marino. Il progetto prevede la realizzazione di piccoli maglioni di lana, che si sono rivelati uno strumento essenziale per la sopravvivenza degli esemplari colpiti dagli sversamenti di petrolio.

Quando il greggio finisce in mare, impregna il piumaggio degli uccelli. Le piume, una volta a contatto con gli idrocarburi, si aggregano e perdono la loro complessa struttura a incastro, non garantendo più l’impermeabilità. Di conseguenza, l’acqua gelida raggiunge la pelle degli animali, che non riescono più a mantenere la corretta temperatura corporea e rischiano una rapida ipotermia.

Qui entra in gioco il maglioncino. Questo semplice indumento svolge una duplice funzione vitale. In primo luogo, offre uno strato isolante che protegge i pinguini dal freddo, agendo come una barriera temporanea mentre attendono di essere presi in cura dagli operatori specializzati della clinica faunistica.

In secondo luogo, e forse ancora più importante, il maglione impedisce fisicamente agli animali di tentare di ripulirsi il piumaggio con il becco, un istinto naturale ma letale in queste circostanze. Se lo facessero, non solo danneggerebbero ulteriormente le loro piume già indebolite, ma finirebbero per ingerire il petrolio, una sostanza altamente tossica che causa gravi danni agli organi interni e avvelenamento.

L’appello della fondazione ha avuto una risonanza internazionale, mobilitando volontari da ogni angolo del pianeta. Recentemente, un pacco contenente otto maglioncini fatti a mano è arrivato da Shanghai, realizzato con cura da una volontaria di nome Joyce e da sua nonna. Un altro esempio commovente è stato quello di Alfred Date, un uomo australiano che ha continuato a cucire questi piccoli indumenti fino alla sua morte, avvenuta all’età di 110 anni, dimostrando come la dedizione alla causa non abbia limiti.

La Penguin Foundation, che opera per la tutela dell’intera fauna selvatica di Phillip Island, utilizza questi gesti di solidarietà per sostenere le sue attività. L’organizzazione non si limita a raccogliere i capi, ma gestisce programmi complessi di ricerca, conservazione ed educazione ambientale.

I maglioni ricevuti hanno molteplici utilizzi. Quelli idonei vengono indossati dagli animali in cura. Gli altri, o quelli in eccesso, vengono “vestiti” da pinguini di peluche e venduti per raccogliere fondi destinati a finanziare i progetti di ricerca e a sostenere la clinica veterinaria dell’isola. Infine, sono impiegati come strumenti didattici per sensibilizzare l’opinione pubblica, specialmente i più giovani, sugli effetti devastanti dell’inquinamento da idrocarburi sugli ecosistemi marini.

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