Una recente indagine ha rivelato un cambiamento significativo nelle abitudini degli automobilisti italiani. I dati, emersi da un’analisi condotta dalla società di consulenza Areté, hanno mostrato come la percezione verso i marchi automobilistici provenienti dalla Cina sia profondamente mutata, spianando la strada a una nuova era per il mercato nazionale.
Secondo il sondaggio, ben il 73% dei consumatori in Italia si è dichiarato pronto a considerare l’acquisto di una vettura prodotta in Cina, registrando un aumento rispetto al 68% rilevato nella precedente analisi. Questo dato conferma una tendenza in crescita e un superamento dei vecchi pregiudizi, che per anni avevano frenato la diffusione di questi veicoli nel nostro Paese.
L’aspetto più interessante emerso dallo studio è il mutamento delle motivazioni d’acquisto. Se in passato il prezzo competitivo rappresentava l’attrattiva principale, ora non è più così. Infatti, sebbene il costo rimanga un fattore importante per il 45% degli intervistati, la maggioranza (51%) ha indicato come ragioni primarie l’affidabilità, la qualità dei materiali, le dotazioni tecnologiche avanzate e i sistemi di bordo.
Le preferenze degli italiani si sono orientate con chiarezza verso specifici segmenti e motorizzazioni. Quasi la metà del campione, il 47%, ha espresso interesse per SUV e crossover, confermando la popolarità di questa tipologia di carrozzeria. È emerso anche un messaggio chiaro riguardo alla propulsione: per il 50% degli intervistati la scelta ideale è un modello ibrido, considerato una soluzione più matura e versatile rispetto al completamente elettrico. Il budget massimo che la maggior parte dei potenziali acquirenti è disposta a investire si attesta intorno ai 30.000 euro.
Nonostante la crescente fiducia, alcune perplessità persistono. Il 28% del campione ha espresso dubbi sulla qualità a lungo termine dei materiali utilizzati, mentre una percentuale identica ha manifestato timori riguardo l’efficienza e la capillarità del servizio di assistenza post-vendita.
Massimo Ghenzer, presidente di Areté, ha commentato i risultati sottolineando come i brand cinesi si stiano affermando rapidamente sul mercato italiano. “L’analisi dimostra che il prezzo non è più l’unica leva; i consumatori ora riconoscono a questi costruttori un buon livello qualitativo e un’elevata affidabilità”, ha spiegato. Ha aggiunto che anche la fiducia nei servizi post-vendita è solida, con il 62% che li ritiene competitivi rispetto a quelli europei.
Infine, l’indagine ha confermato un’abitudine radicata: l’esperienza d’acquisto tradizionale non è in discussione. Otto italiani su dieci considerano il test drive in concessionaria un passaggio fondamentale e irrinunciabile prima di finalizzare la decisione, mostrando una netta preferenza per il contatto diretto con il venditore rispetto ai canali di vendita online.



















