Il progetto di educazione ambientale ‘L’Albero Vagabondo’ riprenderà ufficialmente ad Avellino il 2 gennaio 2026. L’iniziativa, nata nel 2008 per contrastare l’abbandono dei rifiuti attraverso l’arte partecipata, riparte dopo una lunga interruzione iniziata con la pandemia. L’obiettivo è coinvolgere soprattutto i bambini nella cura e nella tutela del territorio.
Recentemente si è tenuto un evento preparatorio, la ‘Festa del Colore’, presso l’ex Cinema Eliseo. La manifestazione, inserita nel Festival delle fiabe del Comune di Avellino, ha visto la partecipazione dell’artista Giovanni Spiniello, autore della scultura itinerante ‘Spirito del Re Albero’, che guiderà le attività con i più piccoli.
Come nelle passate edizioni, le opere realizzate durante i laboratori avranno una funzione di denuncia. I disegni dei bambini verranno infatti installati in prossimità dei punti di abbandono illecito di rifiuti lungo il fiume Fenestrelle, un piccolo corso d’acqua che attraversa l’area urbana e periurbana di Avellino. Questa pratica era già stata sperimentata nel 2015 per richiamare l’attenzione sul degrado dell’area, ma a distanza di quasi un decennio la situazione non è migliorata.
Il Fenestrelle è diventato emblematico di una problematica diffusa. Un tempo elemento centrale del paesaggio, è stato progressivamente marginalizzato, in parte coperto e relegato a canale di scolo. I suoi argini artificiali e gli spazi residuali sono spesso utilizzati come discariche a cielo aperto per rifiuti ingombranti, elettrodomestici, pneumatici e scarti di ogni genere, nonostante periodici interventi di pulizia.
Questa criticità si inserisce in un contesto più ampio, quello dell’Irpinia. Sebbene la provincia sia nota per il suo patrimonio naturalistico, persistono problematiche legate alla gestione dei rifiuti e all’abbandono illecito, specialmente nelle aree fluviali e ai margini dei centri urbani. La mancanza di manutenzione costante e di controlli efficaci aggrava il fenomeno.
‘L’Albero Vagabondo’ è un progetto didattico e artistico che usa l’arte come strumento di sensibilizzazione. Nato dalla favola ‘Lo Spirito del Re Albero’, ha coinvolto negli anni centinaia di bambini in tutta la provincia, portando l’attenzione sulla responsabilità collettiva nella gestione del territorio attraverso feste, installazioni e letture pubbliche.
La ripresa dell’iniziativa non introduce novità operative, ma riporta al centro una questione irrisolta: la difficoltà di tradurre la sensibilizzazione in comportamenti virtuosi e duraturi. Il coinvolgimento dei bambini rimane il fulcro, ma il messaggio è rivolto agli adulti e alle istituzioni. Senza un cambiamento culturale e senza interventi strutturali sulle aree degradate, le azioni simboliche rischiano di non incidere sulle cause del problema.
La data del 2 gennaio 2026 segnerà quindi non solo la ripartenza di un progetto storico, ma anche un nuovo momento di verifica sullo stato ambientale del territorio avellinese. Sarà un’occasione per valutare il ruolo che educazione, arte e politiche pubbliche possono giocare insieme per un cambiamento reale.






















