I balconi a ritenzione idrica, noti anche come balconi drenanti, sono stati progettati come una risposta innovativa e sostenibile ai problemi causati dalle piogge sempre più intense. A differenza di un balcone tradizionale, che scarica immediatamente l’acqua piovana nelle reti fognarie, questo sistema la gestisce in modo controllato, rallentandone il deflusso.
L’obiettivo principale è duplice: ridurre il rischio di allagamenti urbani, alleggerendo il carico sulle infrastrutture idriche durante i nubifragi, e migliorare la durabilità dell’edificio stesso, prevenendo infiltrazioni e danni strutturali.
Il funzionamento si basa su un sistema stratificato intelligente. La superficie del balcone presenta una pendenza minima, calcolata per indirizzare l’acqua verso specifici punti di raccolta, come canalette o scarichi dedicati, evitando la formazione di ristagni.
Sotto la pavimentazione si trovano gli strati cruciali. Una membrana impermeabilizzante, solitamente in materiale bituminoso o sintetico, costituisce una barriera impenetrabile che protegge il solaio. Sopra questa membrana è posizionato uno strato drenante, composto da pannelli sagomati o geocompositi, che crea un’intercapedine dove l’acqua può fluire lentamente e in modo controllato verso il sistema di scarico.
La scelta dei materiali è fondamentale per l’efficacia e la longevità del sistema. Le membrane impermeabili devono garantire massima resistenza all’umidità e alle variazioni termiche. Gli elementi per il drenaggio e la raccolta dell’acqua, come canalette e bocchettoni, sono realizzati in materiali durevoli come acciaio inox, alluminio o plastiche ad alta resistenza.
Anche la pavimentazione esterna gioca un ruolo importante. Si prediligono materiali come il gres porcellanato o le pietre naturali, noti per la loro bassa porosità, oppure pavimentazioni flottanti che favoriscono una rapida asciugatura della superficie e un facile accesso agli strati sottostanti per la manutenzione.
I vantaggi di questa soluzione vanno oltre la semplice gestione dell’acqua. Contribuendo a mantenere la struttura più asciutta, i balconi drenanti possono migliorare l’isolamento termico dell’edificio e aumentano la vita utile dei materiali. Tuttavia, esistono dei rischi legati principalmente a una progettazione errata o a una manutenzione inadeguata.
Un drenaggio insufficiente o pendenze sbagliate possono causare infiltrazioni e danni strutturali a lungo termine. È inoltre essenziale una pulizia periodica per rimuovere foglie e detriti che potrebbero ostruire gli scarichi, compromettendo l’efficacia del sistema.
Sebbene il costo iniziale per la realizzazione di un balcone drenante sia superiore a quello di una soluzione tradizionale, l’investimento si è dimostrato vantaggioso nel tempo. La riduzione delle spese di manutenzione e riparazione per infiltrazioni compensa la spesa iniziale, rendendola una scelta lungimirante per l’edilizia sostenibile.
È importante non confondere questi sistemi con i tetti verdi: mentre i primi gestiscono il deflusso dell’acqua, i secondi la trattengono per sostenere la vegetazione. Entrambi, però, rappresentano strumenti preziosi per rendere le nostre città più resilienti di fronte alla crisi climatica.



















