Antonio Conte, in una recente intervista concessa a “The Athletic”, ha espresso una profonda ammirazione per il modello di sviluppo del Barcellona. L’allenatore, con un passato su panchine prestigiose come quelle di Inter, Juventus e Chelsea, ha messo in luce l’eccezionale lavoro svolto dal club catalano con i suoi giovani talenti provenienti dal celebre vivaio, La Masia.
Il settore giovanile blaugrana è diventato una risorsa strategica fondamentale per la società. A causa delle note difficoltà finanziarie che hanno limitato la capacità di investimento sul mercato, il club ha dovuto fare di necessità virtù, attingendo con coraggio e fiducia dal proprio serbatoio per rinforzare la prima squadra e mantenere un alto livello di competitività.
Le parole di Conte, riprese anche dal “Mundo Deportivo”, non hanno lasciato spazio a interpretazioni. «Stanno facendo qualcosa di eccezionale», ha dichiarato il tecnico, sottolineando come la gestione dei giovani calciatori rappresenti un’eccellenza nel panorama europeo. L’allenatore ha mostrato un grande interesse per i meccanismi che consentono a ragazzi giovanissimi di integrarsi con successo in un contesto così esigente.
«Quando vedi questi ragazzi della Masia inserirsi con tanta naturalezza, a soli 18 anni, in una squadra come il Barcellona, davanti a 100.000 spettatori, ti rendi conto del grande lavoro svolto dietro le quinte», ha aggiunto. Ha poi spiegato come la perfetta sintonia tra il settore giovanile e lo staff della prima squadra sia l’elemento chiave di questo successo, un modello che vorrebbe studiare da vicino.
Proprio per questo motivo, ha manifestato il desiderio concreto di visitare le strutture del club: «Mi piacerebbe visitare il loro settore giovanile, perché hanno una struttura chiara e un metodo di lavoro perfettamente allineato con la prima squadra». Un’intenzione che testimonia il suo rispetto per un progetto sportivo che va oltre il semplice risultato della singola partita.
A colpire in modo particolare l’immaginazione di Conte è stato un episodio specifico, legato a un calciatore quasi sconosciuto. «Stavo guardando una partita del Barcellona e ho sentito un nome che non conoscevo, quello del giovane terzino sinistro Xavi Espart», ha raccontato l’allenatore. Ha poi ricostruito la sorpresa nel vedere in campo un giocatore di cui il commentatore televisivo diceva che aveva giocato solo pochi spezzoni la stagione precedente e che era destinato a un prestito.
Nonostante ciò, Espart è stato schierato titolare e ha impressionato per la sua maturità tattica e personalità. «Giocava con sorprendente disinvoltura. Con Anthony Gordon che agiva sull’ala, lui si spostava verso l’interno, ha creato un goal e ha dimostrato grande carattere». Un vero e proprio colpo di fulmine che evidenzia come il lavoro del club, ora sotto la guida tecnica di Hansi Flick, continui a produrre frutti di altissima qualità.



