Barcellona, Pedri e il provino fallito al Real Madrid

26
Cronache Mercato
Cronache Mercato

Un retroscena di mercato ha svelato come la carriera di uno dei talenti più puri del calcio spagnolo avrebbe potuto prendere una piega del tutto diversa. Il protagonista è il centrocampista del Barcellona, che ha raccontato in prima persona di quando, da ragazzo, ha sostenuto un provino per il Real Madrid, un test che però non ha avuto l’esito sperato.

“Tutto è cominciato quando giocavo per la squadra della mia città”, ha spiegato il giocatore. “Mio ​​padre iniziò a ricevere telefonate da club importanti. È arrivata la chiamata del Real Madrid per un provino. La mia famiglia non sapeva come gestire la cosa, eravamo persone normali. Ricordo che alcuni amici mi chiedevano: ‘Ci vai davvero? È pazzesco’”.

L’entusiasmo iniziale, però, ha lasciato presto spazio a un’esperienza complicata. “Mio padre mi accompagnò a Madrid. Quando arrivai al centro sportivo, gli altri ragazzi si erano già sistemati nel convitto e passavano la mattinata a scuola. Io, invece, restavo tutto il giorno da solo in hotel, senza nulla da fare. Non era il massimo per il morale”. Dopo una settimana è arrivata la bocciatura: “Mi hanno rimandato a casa. Semplicemente, non doveva andare così”.

Tuttavia, quell’esperienza si è rivelata formativa. “A dire il vero, è stata un’esperienza che mi ha insegnato l’umiltà”, ha ammesso. “Non è piacevole tornare e sapere che tutti sono al corrente del fatto che non ce l’hai fatta. Eppure, non dimenticherò mai il grande sostegno ricevuto. Nel mio paese sono tutti dei comici, la prendevano quasi a ridere: ‘Non preoccuparti, tuo nonno non avrebbe mai permesso che accadesse! Quel giorno Dio fece nevicare a Madrid apposta!'”.

Scartato dal Real, per il giovane talento si sono aperte le porte del Las Palmas, una tappa fondamentale per la sua crescita. “All’epoca non avrei potuto immaginarlo, ma tutto è successo per una ragione. Avevo bisogno di tempo per maturare. Sono entrato nel settore giovanile del Las Palmas, più vicino a casa, e anche quella è stata un’avventura pazzesca. Avevo 15 o 16 anni e vivevo da solo per la prima volta”.

Dopo un solo anno con il club delle Canarie, è arrivato il coronamento di un sogno. “Mio ​​padre iniziò a ricevere delle telefonate. Cercavano di proteggermi, ma un giorno mi ha chiamato e ha detto: ‘Ci sono alcune squadre interessate a te. Devi decidere’. Ho risposto: ‘Ok, dimmi quali sono'”. La suspense è durata poco: “‘Vuoi fare in fretta? Perché credo che, una volta fatto quel nome, non vorrai sentire gli altri’. ‘Dimmelo’. ‘Il Barça’. ‘Ok, basta così. Andiamo’”. La reazione degli amici più stretti è stata esilarante, un mix di incredulità e orgoglio: “‘Come fa il Barça a chiamarti? Non sei così forte. È pazzesco, fratello'”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome