Il Pallone d’Oro è il riconoscimento che premia il miglior calciatore della stagione e in questa edizione un nome spicca su tutti: Lamine Yamal. Dal punto di vista dei trofei, il classe 2007 del Barcellona ha avuto un anno straordinario, portando a casa, ad appena diciannove anni, la seconda Liga consecutiva, la Supercoppa di Spagna e il Mondiale con la nazionale spagnola.
Tuttavia, limitare la valutazione di un talento generazionale al solo palmarès sarebbe riduttivo. Il fuoriclasse catalano è già diventato il simbolo di una nuova generazione e l’erede designato di Lionel Messi. La sua personalità, sicura e genuina, ha risposto con fermezza alle critiche. “Cerco semplicemente di essere il più naturale possibile”, ha affermato, sottolineando la sua forte candidatura al premio e distinguendosi in un mondo del calcio poco abituato a risposte autentiche.
Il suo atteggiamento, consapevole ma mai arrogante, e il suo ruolo di icona del melting pot europeo basterebbero a giustificare il riconoscimento. Ma per chi preferisce i numeri, le statistiche sono altrettanto impressionanti. Yamal è stato il secondo giocatore più giovane a segnare nella storia della Champions League e il più giovane marcatore di sempre nel Clásico contro il Real Madrid.
Ha inoltre stabilito record su record: è stato il più giovane vincitore del Trofeo Kopa, assegnato al miglior under 21 del mondo, e il primo a vincerlo per due volte consecutive. A questo si aggiungono il Golden Boy, il traguardo delle cento presenze con la maglia blaugrana raggiunto in età record e il primato di marcatore più giovane in una semifinale di Champions League, senza dimenticare il secondo Mondiale conquistato dalla Spagna.
L’investitura definitiva è arrivata dal più grande di tutti, Lionel Messi: “Se devo scegliere un erede, per la sua età e per il futuro che può avere, è Lamine Yamal. Non ci sono dubbi, mi ricorda me quando ero giovane”. Questo legame simbolico ha radici profonde. Nel 2007, l’argentino teneva in braccio un neonato durante un servizio fotografico al Camp Nou: quel bambino era proprio Lamine.
Diciannove anni dopo, i due si sono affrontati nella finale del Mondiale di New York 2026, in un ideale passaggio di consegne. È giusto che la successione avvenga anche per il Pallone d’Oro, che per il giovane fenomeno spagnolo sarà con ogni probabilità il primo di una lunga serie, con buona pace di concorrenti come Kane e Mbappé.







